Inseguendo il sole, senza sprecare terreno: energia alternativa con i pannelli “volanti”
MANTOVA. Pannelli fotovoltaici a cinque metri da terra e in grado di inseguire il sole. Obiettivo: produrre energia elettrica pulita, ma senza togliere spazio alle colture. Alla Rem Tec, quartier generale ad Asola e campi sperimentali a Borgo Virgilio e nel Piacentino, l’idea dell’agro-fotovoltaico è venuta nel 2009, quando ancora era una cosa da pionieri. L’azienda è nata da un gruppo di imprenditori del settore elettrico. Si erano messi in società per produrre energia dal fotovoltaico, ma con il minor impatto possibile sul terreno. Per farlo, avevano investito in ricerca. Risultato: un brevetto internazionale, la tecnologia “Agrovoltaico”, un sistema a inseguimento solare, che ruota su un solo asse o su due assi, che rende massima la produzione elettrica senza nuocere all’agricoltura. Da un po’ di tempo Rem Tec si è, però, spinta oltre: «Ci siamo messi a studiare gli effetti dell’ombreggiatura su varie colture e abbiamo scoperto che il nostro sistema può favorire l’incremento della resa agricola» racconta Giancarlo Ghidesi, tra i fondatori dell’azienda e ora, dopo l’acquisizione da parte di un gruppo francese, direttore operativo. A dirlo sono gli studi realizzati con l’università Cattolica di Piacenza: i numeri evidenziano, per esempio, un incremento del 4,7% per il mais. Il passo successivo è stato creare un algoritmo in grado di definire le quantità di ombra e di luce necessarie per fare crescere in modo ottimale le varie piante.
Nei 14 ettari di Borgo Virgilio, i test sono continui. C’è un piccolo vigneto, che ha dato l’uva per il primo vino al mondo prodotto con l’agro-fotovoltaico, che sarà presentato la prossima settimana (l’hanno chiamato vinovoltaico); e ci sono tre orti sperimentali, che consentono di verificare cosa succede a patate, zucche, fagioli e altri ortaggi con tre diverse situazioni di ombra: pieno sole, intermedia e massima, data da una maggiore densità di pannelli. Una prima scoperta riguarda l’acqua: con l’ombreggiatura massima, è possibile ridurre fino al 40% il consumo idrico nella coltivazione del pomodoro. E pomodori, zucche e melone ombreggiati ci guadagnano anche in grado Brix e fibre. L’azienda, che fornisce la tecnologia e il software di controllo delle macchine per l’inseguimento solare, lavora in tutto il mondo: in Giappone, per esempio, è in corso una sperimentazione sui fagioli, mentre in un impianto vicino a Parigi (nel sito di ricerca di Edf) i test riguardano l‘erba medica, portati avanti in parallelo con il sito di Virgilio.
All’estero, soprattutto in alcuni Paesi, le potenzialità dell’agro-voltaico le hanno capite prima che in Italia. Ora, però, la sua popolarità sembra essere in crescita anche qui (è prevista anche una misura specifica nel Pnrr). Rischi? «Temo - dice Ghidesi - che si scateni una corsa all’oro di investitori interessati soltanto a fare soldi con il fotovoltaico, senza curarsi di cosa accade sotto».