Ecco il nuovo piano della mobilità ciclistica: dall’Adriatico ai monti carnici 1300 chilometri su due ruote
TRIESTE La richiesta statale è contenuta all’articolo 5 della legge 2 del 2018: le Regioni predispongano un loro Piano della mobilità ciclistica. Il Friuli Venezia Giulia, «primo in Italia», fa sapere Graziano Pizzimenti, ha recepito quell’indicazione nell’ultima seduta di giunta, «dopo un lavoro di ricerca di un paio d’anni, con l'analisi e la raccolta di dati sviluppata anche nelle realtà locali per monitorare innanzitutto l'esistente». A Udine, in conferenza stampa, l'assessore a Infrastrutture e Territorio presenta un corposo documento di 207 pagine, fotografia di una rete di 1.300 chilometri percorribili, «di cui 600 già realizzati». Il resto? «Tutto dipenderà dalle risorse, ma la certezza è che la Regione assegna una grande importanza all'utilizzo della bicicletta, considerata non soltanto per scopi turistici o sportivi, ma anche come strumento destinato a contribuire alla risoluzione dei problemi degli spostamenti, per esempio tra casa e lavoro e casa e scuola».
La novità del Piano è proprio la fotografia a 360 gradi: «Nessuna Regione ha in mano un simile strumento programmatorio, che traccia le basi strutturali delle ciclovie». Quelle individuate sono dieci, ricorda l’assessore: Alpe Adria, mare Adriatico, pedemontana e del Collio, pianura e del Natisone, Isonzo, Tagliamento, Livenza, montagna carnica, bassa pianura pordenonese, Noncello-mare. Oltre ai percorsi, il Piano individua anche i centri di interscambio o partenza per l'intermodalità o semplicemente per passare dall'automobile o altro mezzo di trasporto alle ciclabili e indica inoltre i principali tracciati di raccordo a livello locale. L’obiettivo è non solo quello della mobilità interna, ma anche di un collegamento con le altre regioni e i paesi confinanti, sia via terra che grazie all'intermodalità e ai servizi già attivi da Lignano a Marano, da Grado e Trieste di trasporto delle due ruote sui treni, sui pullman di linea e sulle motonavi.
Le opere in agenda? Pizzimenti cita la Trieste-Venezia, «in fase di progettazione preliminare», con il Fvg che ha ottenuto di fare da capofila di un progetto nazionale che viaggia dal capoluogo a Lignano, prosegue per la Bassa friulana direzione Veneto e che si sovrappone alla regionale Adria-Bike e alla EuroVelo8 che collega la costa settentrionale del Mediterraneo da Cadice ad Atene. Ma l’assessore ricorda anche «i 21 chilometri da Pinzano a Casarsa lungo l’ex ferrovia e i 9 km da Palmanova a San Giorgio». Si proseguirà ora l'iter burocratico per l'approvazione definitiva del Piano, ma per concretizzarne i contenuti «continueremo con gli incontri sul territorio con le amministrazioni locali perché vogliamo valutare anche altri nuovi eventuali tracciati. L'attenzione, pure degli imprenditori, è orientata per esempio sullo sviluppo della mobilità ciclistica nelle aree dei consorzi industriali, per trasferire parte del pendolarismo dalle quattro alle due ruote».
Dal Pd arriva però un comunicato di critiche. Il consigliere regionale Nicola Conficoni parla di «Piano in ritardo di due anni: prendiamo atto per l'ennesima volta che annunci e narrazioni di primati viaggiano a una velocità decisamente più veloce dei fatti». Sul tema, prosegue l’esponente dem, «accanto alla lentezza della pianificazione, segnaliamo che non è stato nemmeno riproposto il bonus biciclette per i privati ed è pure stata bocciata la proposta, che abbiamo fatto oltre un anno fa, di rendere gratuito il trasporto delle biciclette su treno».