Dipiazza sventola la bandiera di Israele
TRIESTE
Da solo in piazza Unità con una bandiera israeliana. Il sindaco Roberto Dipiazza ha scelto di manifestare così, ieri pomeriggio, il suo sostegno a Tel Aviv. Il gesto simbolico – e piuttosto inedito – del primo cittadino arriva dopo la manifestazione pro Israele di ieri, ed è l’ultimo di una lunga serie di riverberi del conflitto arabo-israeliano sulla politica triestina: nel corso degli anni le periodiche crisi in Medio oriente hanno corrisposto a mobilitazioni di sostenitori tanto di Israele quanto della causa palestinese.
È un pomeriggio piovoso quello in cui Dipiazza sceglie di compiere il suo gesto: arriva al centro della piazza tenendo in mano il fagotto bianco e azzurro. «Guarda che bella bandiera – dice – me l’ha data la Comunità ebraica», dopodiché apre il vessillo con la stella di David e si mette in posa per i fotografi. Ma cosa l’ha spinto a scendere in piazza? «Sono in piazza Unità a favore di Israele – spiega – perché credo che il popolo ebraico abbia già subito troppo nel Novecento. Si parla tanto della legge Zan, e io prendo posizione nei confronti di questo popolo che ha già subito moltissimo e credo non debba subire oltre».
Quanto al dedalo delle ragioni del conflitto mediorientale e le sofferenze dei palestinesi, il sindaco dice: «I diritti dei palestinesi, sì, però io ho visto migliaia di razzi partire da Hamas contro il popolo di Israele, i bambini, le famiglie, le scuole chiuse eccetera. Intanto parliamo dei diritti degli israeliani, poi sistemeremo il resto. Quello di Hamas è un attacco sbagliato contro un popolo che ha già subito milioni di morti».
La scelta della manifestazione solitaria, infine, è scattata quando il sindaco ha preso atto che i regolamenti comunali gli impedivano di issare lo stendardo israeliano direttamente sulla facciata del Comune: «Volevo metterla sul municipio ma mi hanno detto che non si può. Io sono abituato ad applicare le leggi, se dicono che non si può, non si può. E allora sono sceso in piazza».
Commenta il presidente della comunità ebraica triestina Alessandro Salonichio: «Ho molto apprezzato il segnale che il sindaco ha voluto dare. Voleva partecipare al sit in organizzato mercoledì dalla Comunità assieme al Gruppo sionistico triestino, ma non ha potuto per altri impegni. Allora ha fatto così. Per noi è importante perché mostra di comprendere che la nostra è una manifestazione per la pace, contro nessuno né con implicazioni politiche. Un segnale di vicinanza e solidarietà a Israele, in un momento in cui avviene un attacco a popolazioni civili, non certo una guerra fra militari».
Chi critica il gesto del sindaco, non nel contenuto ma nella forma, è invece il candidato della civica Futura Franco Bandelli: «Premetto che ho il massimo rispetto per Israele e il popolo ebraico, non mi vergogno di dire che sono da sempre filo israeliano. Il gesto del sindaco mi intristisce se penso a come si fanno le alleanze in questo Paese: nella giunta siede il vicesindaco Paolo Polidori, i cui rapporti con la comunità ebraica non sono mai stati poi tanto floridi. Mi sembra anche che il consigliere Fabio Tuiach, che sta in maggioranza, non vedesse di buon occhio il mondo della stella di David. Continua il festival della coerenza». —