Francesca Genzo stacca il pass per le Olimpiadi: «Una gioia immensa»
TRIESTE. Francesca Genzo si qualifica ai Giochi Olimpici di Tokyo. Una soddisfazione immensa per la canoista triestina delle Fiamme Azzurre, che ieri pomeriggio, alle 18.32, a Szeged (Ungheria), ha disputato una finale eccellente, partendo leggermente in ritardo rispetto i soliti suoi sprint, recuperando, lottando con caparbietà e tenacia colpo su colpo , strappando quel secondo posto nei K1 200 metri necessari per andare in Giappone.Genzo si qualifica per i Giochi Olimpici di Tokyo.
Una soddisfazione immensa per la canoista triestina delle Fiamme Azzurre, che ieri pomeriggio, alle 18.32, a Szeged (Ungheria), ha disputato una finale eccellente, partendo leggermente in ritardo rispetto i soliti suoi sprint, recuperando, lottando con caparbietà e tenacia colpo su colpo, strappando quel secondo posto nei K1 200 metri necessario per andare in Giappone.
Riduci da un anno complicato dal Covid ma anche dallo scarso interesse per un settore femminile che invece ha ancora tanto da dare, la Genzo si è ripresa la sua rivincita. «Qualificarsi a livello europeo, visto il valore delle atlete in campo, significa avere un piede nella finale olimpica», sono le parole del suo coach, Gabriele Cutazzo, tecnico del Cmm, che con grande capacità e grande umiltà l'ha seguita in questo suo percorso.
Covid ma anche dallo scarso interesse per un settore femminile che invece ha ancora tanto da dare, la Genzo si è ripresa la sua rivincita. «Qualificarsi a livello europeo, visto il valore delle atlete in campo, significa avere un piede nella finale olimpica», sono le parole del suo coach, Gabriele Cutazzo, tecnico del Cmm, che con grande capacità e grande umiltà l’ha seguita in questo suo percorso.
«Francesca ha sempre lavorato con grande entusiasmo e convinzione e tutto ciò è stato oggi premiato con il pass per Tokyo. Nessuno - stigmatizza Cutazzo - ci ha aiutati anche quando lo abbiamo chiesto. Francesca a Trieste ha lavorato da sola, con grande impegno ed intelligenza, ed a Szeged ha fatto vedere tutto il suo valore, dopo un percorso durato 4 anni ».Cutazzo – ci ha aiutati anche quando lo abbiamo chiesto. Francesca a Trieste ha lavorato da sola, con grande impegno ed intelligenza, ed a Szeged ha fatto vedere tutto il suo valore, dopo un percorso durato 4 anni».
Una gara difficile i 200 metri, dove in 40 '' non puoi e non devi sbagliare nulla. Dopo il best time delle batterie, Genzo è partita bene ma non come al solito, tanto da dover andare a rincorrere l'inglese Kerr. Appaiata alla prua azzurra la canoa russa. Tanto pathos, tanta energia, un paio di battiti di ciglia ed ecco il traguardo: Gran Bretagna prima, Italia seconda, con soli 88 fondamentali centesimi di vantaggio sulla Russia.
Tempi più alti delle qualificazioni su un bacino magiaro disturbato dal vento, ma dove quello che contava era il piazzamento: i primi due posti per la partecipazione al massimo obiettivo per uno sportivo, quelle Olimpiadi rinviate di un anno che però hanno permesso a chi aveva un sogno di tirarlo fuori dal cassetto e di raggiungerlo.Genzo è partita bene ma non come al solito, tanto da dover andare a rincorrere l’inglese Kerr. Appaiata alla prua azzurra la canoa russa.
Tanto pathos, tanta energia, un paio di battiti di ciglia ed ecco il traguardo: Gran Bretagna prima, Italia seconda, con soli 88 fondamentali centesimi di vantaggio sulla Russia. Tempi più alti delle qualificazioni su un bacino magiaro disturbato dal vento, ma dove quello che contava era il piazzamento: i primi due posti per la partecipazione al massimo obiettivo per uno sportivo, quelle Olimpiadi rinviate di un anno che però hanno permesso a chi aveva un sogno di tirarlo fuori dal cassetto e di raggiungerlo.
Entusiasta a fine gara Genzo: «Devo ancora realizzare che cosa sia successo ... In partenza sono rimasta un po 'indietro, ma poi ho recuperato. Ero tranquilla, ho il miglior tempo delle tre batterie mi ha dato sicurezza, anche se poi in una gara così veloce bisogna lottare sempre fino alla fine ».Genzo: «Devo ancora realizzare che cosa sia successo... In partenza sono rimasta un po’ indietro, ma poi ho recuperato. Ero tranquilla, aver il miglior tempo delle tre batterie mi ha dato sicurezza, anche se poi in un gara così veloce bisogna lottare sempre fino alla fine».
Nella finale del K2 500 7 ° posto per la gradese Irene Bellan assieme a Mathilde Rosagradese Irene Bellan assieme a Mathilde Rosa