Cambiano i colori delle regioni, domani la decisione del Governo: contagi, ricoveri e incidenza, ecco i dati del Fvg
UDINE. Il Friuli Venezia Giulia sarebbe virtualmente in zona bianca. Soltanto virtualmente, siamo chiari, perchè il decreto legge in vigore prevede che i parametri debbano essere rispettati per tre settimane di fila prima che una Regione vi possa effettivamente accedere, ma il dato è importante soprattutto perchè è contenuto nella bozza di monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità.
Questo significa, in altre parole, che il Friuli Venezia Giuli resterà sicuramente in zona gialla anche la prossima settimana. Il tutto mentre Massimiliano Fedriga è convinto che le Regioni riusciranno a modificare i parametri per la definizione del rischio in vista dell’avvio della stagione turistica estiva.
Il monitoraggio settimanale
La bozza inviata da Roma alla Regione per eventuali annotazioni – e anticipata in conferenza stampa dal vicepresidente Riccardo Riccardi – dimostra come la pandemia, da ormai un mese e mezzo, sia in decisa regressione tanto che, come detto, il Friuli Venezia Giulia vanta attualmente numeri compatibili con quelli di una zona bianca. Il primo, e interessante, dato da tenere in considerazione, infatti, è l’incidenza ogni 100 mila abitanti. Il decreto legge in vigore prevede che per la zona bianca una regione debba avere, per tre monitoraggi di fila, un’incidenza minore a 50 casi ogni 100 mila abitanti e questa volta il Friuli Venezia Giulia, per la prima settimana, tocca quota 49.63 scendendo ancora rispetto al precedente, e già lusinghiero, 65.07. Oltre a questo, poi, sono anche tutti gli altri parametri a disegnare una nuova settimana di dati davvero incoraggianti, a partire dall’indice Rt sceso da 0.78 a 0.72.
La bozza, inoltre, dice che il totale dei tamponi positivi è calato dal 5,2% al 4,1% e che il numero dei casi riportati alla sorveglianza integrata negli ultimi 14 giorni continua a segnare una decisa decrescita con un trend del -29,4% (la scorsa settimana era -26,5%). E se si riducono sia i focolai attivi – da 569 a 449 –, così come i casi da cluster non conosciuto – da 344 a 182 –, le note davvero positive arrivano anche dagli ospedali. Il tasso di occupazione delle Terapie intensive, nel dettaglio, è pari all’11% in calo di ben otto punti percentuali, ed è esattamente uguale a quello delle aree mediche in precedenza fermo al 16%.
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I prossimi parametri
Il monitoraggio settimanale, con ogni probabilità, resterà in vigore ancora a lungo, ma a cambiare – anche in questo caso altrettanto probabilmente – sarà il peso attribuito ai vari parametri, a partire dall’Rt che così come lo abbiamo conosciuto pare destinato ad andare in archivio. «Come Regioni – ha detto Fedriga – abbiamo chiesto al Governo, che si è dimostrato attento alle nostre posizioni, il superamento del parametro Rt. Con un miglioramento così importante come quello che stiamo registrando in questo periodo, questo parametro rischia infatti di essere distorsivo rispetto alla reale fotografia della pandemia».
La proposta delle Regioni prevede di basarsi sull’incidenza confermando la zona rossa in caso di 250 contagi ogni 100 mila abitanti. Nella zona intermedia, cioè tra 150 e 250 contagi ogni 100 mila abitanti, che da decreto varrebbe la zona arancione, si punta invece a mantenere il giallo nel caso in cui l’occupazione di Intensive e di Mediche sia, rispettivamente, inferiore al 20% e al 30% con l’ingresso in rossa se, invece, questi dati raggiungono il 30% e il 40%.