Pozzo-Gotti, dieci giorni e poi si decide se rinnovare. Intanto l’Udinese si guarda intorno e sonda Maran
UDINE. Meno 10. Non sono punti in classifica. Sono i giorni che ci separano dal primo possibile “G day”, il giorno dei colloqui per la conferma di Luca Gotti. Un’etichetta rigorosamente in inglese, visto che sarà Gino Pozzo a condurre il gioco, ad approfondire il discorso con il tecnico di Contarina dopo aver lasciato cadere l’opzione rinnovo automatico del contratto che scadeva a fine febbraio. Motivo? Vedere con che piglio l’Udinese avrebbe concluso una stagione tutto sommato tranquilla (in chiave salvezza) già alle porte della primavera, una stagione che, tuttavia, non sta finendo nel migliore dei modi, tanto che il 5-1 di Napoli ha irritato non poco i piani alti del club.
Da questo punto di vista gli infortuni a ripetizione che hanno ridotto di molto le opzioni di scelta nelle mani di Gotti inquinano comunque non poco i giudizi sull’operato dell’allenatore veneto nella richiesta operazione “salto di qualità”, inseguita dalla società con una certa determinazione, come testimoniano i ritiri anticipati – effettuati o solo minacciati – durante lo scorso mese di aprile. Insomma, Gotti va giudicato per la missione salvezza centrata agevolmente e valutato per quello che è il suo primo anno completo da titolare di una panchina, dopo le esperienze ad alto livello con il ruolo di vice o collaboratore tecnico.
Anche sotto il profilo tattico e del modulo, poi, non bisogna trarre delle conclusioni definitive: non è vero che è ancorato al “solito” 3-5-2, contro il Verona aveva cercato di disegnare un 3-4-2-1 davvero interessante con Pereyra e Deulofeu alle spalle di un centravanti di riferimento (allora Llorente), ma già nell’intervallo pagò pegno agli acciacchi perdendo Pereyra che, rientrando, non ha poi più trovato Deulofeu.
Messi sulla bilancia pro e contro, Gino Pozzo dovrà quindi verificare quali carte ha in mano Gotti. Recentemente, dopo la gara con il Bologna, ha spiegato chiaramente che, per debito di riconoscenza e correttezza, aspetterà di parlare con l’Udinese prima di prendere qualsiasi decisione. Perché è chiaro che, dopo questa stagione, il tecnico di Contarina ha degli estimatori fuori dal Friuli. Si dice, per esempio, che il Parma abbia sondato il terreno per risalire dalla B immediatamente, come esige l’ambiziosa proprietà americana che fa capo a Kyle Krause, ma anche il Sassuolo avrebbe il nome di Gotti sul taccuino per sostituire Roberto De Zerbi destinato agli ucraini dello Shakhtar Donetsk, anche se non sarebbe il primo di una lista con in testa Vincenzo Italiano che per liberarsi dallo Spezia, tuttavia, dovrebbe pagare una penale piuttosto salata.
Quindi è probabile che, dopo le valutazioni tecnico-tattiche, il discorso tra Pozzo e Gotti si sposti sui risvolti economici. Che cosa vorrebbe la proprietà bianconera? Rinnovare alla stessa cifra dello scorso anno? Difficile. E cosa potrebbe chiedere l’allenatore? Un contratto di due-tre stagioni? Insomma, potrebbe essere anche questo lo scoglio ed è chiaro che in questa prospettiva l’Udinese avrebbe già sondato le possibili alternative. Sul mercato molti ex (anche Walter Mazzarri per certi versi, vista l’esperienza al Watford) o tecnici a spasso ma ancora sotto contratto, come Rolando Maran reduce da un’esperienza tutt’altro che esaltante con il Genoa, ma dovrebbe stracciare un accordo in essere con il presidente Enrico Preziosi per un altro anno di 900 mila euro a campionato. —