Pordenone, la parola a Tesser dopo l'esonero: «Le critiche di Lovisa? Voglio solo ricordare le tante cose belle»
Era il 3 aprile, vigilia di Pasqua, quando Attilio Tesser venne esonerato dal Pordenone. A distanza di quaranta giorni il tecnico di Montebelluna torna a parlare delle questioni neroverdi, del campionato di B, dei play-off cominciati ieri, di quello che lo attende nel prossimo futuro e anche di quello che sta succedendo al piano superiore in A.
Mister, niente play-out: troppo divario tra la quart’ultima e la quint’ultima. Questo cosa significa?
«Qualche squadra, pur avendo un organico di valore, ha sbagliato stagione mentre le altre erano decisamente inferiori. La classifica dopo 38 gare è sempre veritiera».
Nei play-off sarà decisivo il fattore campo?
«Relativamente anche perché va considerata l’assenza del pubblico. Determinanti saranno l’aspetto fisico e mentale anche se il Brescia, che stava bene, è già finito fuori».
Il Lecce, invece, è arrivato con le ruote sgonfie.
«Ma ora si riparte da zero e i pugliesi hanno il potenziale e l’esperienza per riprendersi».
Dalla serie C sono già risalite le “solite note” o quasi: Perugia, Ternana e Como.
«Non è mai facile risalire subito dalla Lega Pro. Il Perugia ce l’ha fatta arrivando a pari punti con il Padova che a un certo punto sembrava irraggiungibile. Sono contento per il Como di Gattuso che ha lavorato per tanti anni a Novara nel settore giovanile. Ha fatto un grande lavoro».
Spostiamoci al piano di sopra. La corsa per la Champions è già decisa?
«Aspetterei a dare per morta la Juve. Se batte l’Inter può ancora farcela. Di sicuro abbiamo assistito a una bellissima lotta, piena di incertezza. E lo stesso discorso lo possiamo fare per la zona retrocessione».
Il Benevento sembra quasi spacciato.
«Se fa sei punti può farcela. I sette gol presi dal Torino con il Milan sono un duro colpo da assorbire, nel prossimo turno c’è Spezia-Toro, non possono vincere entrambe. Si deciderà tutto all’ultima giornata».
Come valuta il campionato dell’Udinese?
«Nel complesso ha fatto una stagione positiva in linea con quelli che erano i programmi della società. Forse è mancata un po’ di continuità, ma essersi salvata con largo anticipo, considerando tutti gli infortuni con i quali ha dovuto fare i conti Gotti, è un dato da non sottovalutare. Anche perché si sono concentrati quasi tutti nel reparto offensivo. Perdere per tutto il girone di ritorno Pussetto e Deulofeu è dura: anche il Napoli, con una rosa più attrezzata, ha risentito delle assenze di Mertens e Osimhen».
A proposito di infortuni, inevitabile che si arrivi a parlare di Pordenone.
«È il mio più grande rammarico. Abbiamo perso Bassoli e Pasa per tre mesi, Calò, Butic, Mallamo e Vogliacco per 45 giorni e Morra. Poi ci si è messo di mezzo il Covid con la positività di dodici giocatori».
Quanto la squadra ha risentito della cessione di Diaw?
«Davide era il capocannoniere del campionato, la sua uscita è stata pesante, ma il fattore determinante sono stati gli infortuni».
Il vero giocatore top di questa squadra è Ciurria?
«Sì e sono felice per lui. Quando arrivai a Pordenone era un giocatore in uscita, è rimasto e ci ha regalato delle soddisfazioni enormi».
Il futuro di Tesser? Si parla di Triestina, di Entella e Modena.
«Chiacchiere. L’unica certezza è che ho un contratto col Pordenone fino al 2022».
Il presidente Lovisa nei giorni scorsi non è stato tenero con lei. Ha detto che doveva esonerarla prima...
«Voglio ricordare solo le cose belle che sono tante. La vittoria di un campionato e della Supercoppa di Lega Pro, un incredibile quarto posto in B e la semifinale playoff. Quest’anno fino a metà febbraio abbiamo fatto bene, poi quegli ultimi venti giorni ... Mi spiace leggere certe considerazioni perché assieme abbiamo gioito e condiviso bellissimi momenti. Ognuno ha il suo modo di esprimersi. Io ringrazio di cuore tutti i tifosi neroverdi che nell’anno e mezzo di presenza e contatto sono stati eccezionali». —