Cittadella, l’Italia applaude anche i tifosi. «Finita la partita hanno pulito gli spalti dello stadio»
Vincenti in campo e vincenti sugli spalti. La trasferta a Genova resterà nel cuore di tutti i tifosi granata per il valore dell’impresa compiuta, con la prima scorribanda in casa della Sampdoria nella storia del Cittadella. Ma a rendere ancora più esaltante la serata vissuta da capitan Branca e compagni (che ieri hanno ripreso gli allenamenti al Tombolato dopo una giornata di meritato riposo, iniziando a preparare la sfida interna col Como di domenica) hanno provveduto pure gli stessi tifosi, facendo da esempio in tutta Italia.
Sta spopolando nel web la foto scattata da uno steward dello Stadio Ferraris, ripresa e diffusa sui social da una sostenitrice blucerchiata, Valentina Morrone. L’immagine ritrae il settore che lunedì è stato occupato dagli aficionados del Citta completamente in ordine a fine partita, con tre sacchetti della spazzatura appesi alla ringhiera.
«È stata scattata dagli steward del settore ospiti durante la bonifica di routine di fine partita», precisa la tifosa genovese. «Questo fa pensare che forse ancora c’è qualche speranza nell’essere umano. Dopo i tre fischi finali i tifosi del Cittadella si sono messi a raccogliere in questi sacchetti la loro spazzatura e li hanno appesi alla ringhiera del settore. Beh! Forse conta poco, ma magari, chissà, questo post potrebbe fare il giro del web e arrivare a qualcuno di loro e quindi diciamo grazie e onore ai tifosi del Cittadella. Non avevamo ancora visto un gesto così nel settore».
«Ma noi in realtà lo facciamo abitualmente», spiegano i Rabaltai, gli ultras granata, presenti in meno di un centinaio a Marassi, nonostante la trasferta non fosse propriamente delle più agevoli per chi deve presentarsi al lavoro il giorno dopo.
«Non c’è una vera e propria regola di comportamento, ma alcuni di noi si incaricano di farlo a ogni partita, già da quando assistiamo alle amichevoli in ritiro a Lavarone. Lì, oltretutto, è doveroso, considerando che siamo in montagna, ma ci sembra una buona cosa farlo ovunque. Chiaramente è più facile tenere tutto in ordine quando non siamo in tantissimi, mentre è più complicato nelle trasferte a cui partecipiamo numerosi».
Quel che è certo è che il bel gesto ha colpito tanti, in tutta Italia. «Un gesto più unico che raro», scrive ad esempio Riccardo a commento del post, che è stato condiviso da vari gruppi che raccolgono le tifoserie del Paese.
«Può essere di esempio per molti», aggiunge Silvia. «Ci hanno superato in tutto: nel gioco, nella corsa, nel risultato e nella buona educazione», rimarca Domenico, mentre per Piergiorgio «c’è ancora qualche speranza». «Il rispetto è un segno di civiltà» osserva Daniele. Poi certo, Mark nota che «è molto più facile quando si è una cinquantina piuttosto che 10.000», ribadendo, però, che «dovrebbero fare tutti così, nel proprio piccolo, ci vorrebbe veramente poco, se ognuno raccogliesse la propria rumenta…». E via di questo passo, a chiarire che si può vincere anche fuori dal campo.