Festa in disco con immagine shock. Organizzatori costretti a ritirarla
Un'immagine sconvolgente, destinata a diventare virale. Un volantino, partito da Monfumo, che ha scatenato l'indignazione dei residenti e acceso le discussioni sui social. Una ragazza immortalata in un momento di fragilità, appoggiata ad un water dopo una notte di eccessi.
È la scelta grafica di una discoteca che mirava a generare clamore. In effetti, lo ha fatto, ma forse non nel modo sperato. La foto ha fatto il giro dei social, arrivando ben oltre i confini della Pedemontana. Ha raggiunto anche il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, che si è prontamente attivato. «Mettere la foto di una ragazza che vomita in un water come immagine promozionale di un evento è deleterio per tutto ciò che facciamo per promuovere la sicurezza dei nostri giovani», ha scritto.
L’episodio segue di poche settimane la decisione di annullare il concerto a Castelfranco del rapper Niky Savage, noto per i suoi testi sessisti. Anche in quell’occasione Marcon non è rimasto in silenzio, proponendo ai gestori di collaborare con Protection4Kids e trasformare l'evento in un'opportunità per educare e sensibilizzare il pubblico su questi temi cruciali.
Annachiara Sarto, dell’Ong specializzata nella lotta contro la violenza di genere, ha espresso la propria opinione: «Non vi rendete conto che state utilizzando un linguaggio grafico misogino, sessista e maschilista, che non fa altro che alimentare la cultura dello stupro? Mi auguro che possiate eliminare al più presto il post e farvi un po’ di cultura in merito, e promuovere il divertimento sano».
Contattato telefonicamente, il gestore del locale informa di aver commissionato la realizzazione grafica ad un'agenzia e, compresa la gravità del messaggio, ha chiesto l’immediata rimozione del volantino. La potenza dei social media ha giocato un ruolo decisivo nell'evolversi di questa vicenda. Le condivisioni e le reazioni che si sono susseguite hanno mostrato un'ondata di disapprovazione. Tanta è stata la pressione esercitata dalla comunità online, che la proprietà del locale ha deciso anche di ritirare tutto il materiale promozionale precedentemente distribuito in zona.
«Siamo stati contattati da giornalisti e associazioni di categoria per una serata denominata “S.Ballo” per la quale era stata disegnata una linea grafica con l’unica idea di creare interesse. Il messaggio è stato mal interpretato e abbiamo deciso di rimuovere la pubblicità e cambiare nome alla festa», si legge sulla pagina Facebook della discoteca.
Il post continua: «Nelle nostre serate ci impegniamo al fine di garantire una notte sicura per tutti i partecipanti promuovendo il “bere responsabile” per una guida sicura. Per il prossimo evento è stata chiesta la partecipazione dell’Associazione Protection4kids al fine di sensibilizzare la campagna contro la violenza sulle donne».
La vicenda di Monfumo si è conclusa con le parole di Marcon: «Grazie. Ancora una volta constato che nel Dna dei trevigiani ci sono gli anticorpi per trasformare le criticità in opportunità».