Vandalizzato il presidio di “Non una di meno” a Trieste: sparite ancora centinaia di fazzoletti che ricordano le donne uccise
TRIESTE I nomi che mancano sui fazzoletti fucsia di piazza Hortis sono i nomi delle donne che non ci sono più. Il movimento transfemminista Non una di meno ne lascia lì uno per ogni donna vittima di femminicidio.
[[ge:gnn:ilpiccolo:13054737]]
Ieri sera ne mancavano a centinaia: il presidio - denunciano le attiviste - è stato infatti vandalizzato e distrutto da mani ignote. «È probabile - scrivono - che si tratti di un attacco diretto contro chi quotidianamente prova a spezzare la violenza patriarcale» di genere. Non è il primo atto vandalico che prende di mira il presidio.
L’8 settembre scorso, infatti, erano stati strappati e dati alle fiamme 108 panni fucsia: tante le donne ammazzate dal proprio marito, fidanzato, ex da gennaio a novembre del 2021. In quell’occasione, le persone presenti avevano sostituito i fazzoletti mancanti e aggiunto quelli con i nomi delle donne recentemente ammazzate in Italia: dall’inizio di quest’anno, sono oltre 80 le donne vittime di femminicidio.
«Non solo ci ammazzano, ma sputano anche sulla nostra memoria, deturpando un presidio che è lì per gridare ogni giorno la nostra rabbia verso questa violenza» scrivono le attiviste, ricordando l’amara realtà di come lo stesso presidio - ripristinato ieri stesso - debba essere troppo spesso aggiornato: in Italia, ogni tre giorni una donna viene ammazzata. «Noi vogliamo smettere di dover aggiungere fazzoletti a quel cordino - scrivono -. Noi vogliamo contarci vive».