Costi abnormi e sindaci contrari: sull’acciaieria nella Bassa friulana la Regione non farà marcia indietro
UDINE. Sulla possibilità di realizzare l’acciaieria nella zona industriale dell’Aussa Corno, la Regione non è intenzionata a fare alcun passo indietro. L’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella mattinata di giovedì 21 settembre, in commissione, ribadirà il contenuto della generalità discussa dalla Giunta: «I costi per realizzare le opere strutturali sono abnormi, ai 180 milioni vanno aggiunti i costi per realizzare il potenziamento ferroviario e il secondo ingresso alla zona industriale, servono circa 250 milioni».
A tutto ciò l’assessore aggiunge il rispetto della «volontà territoriale visto che la stragrande maggioranza dei sindaci della Bassa Friulana è contraria».
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Così l’assessore alla vigilia della seduta congiunta delle commissioni Attività produttive e Pianificazione territoriale, con gli autori degli studi, secondo i quali «non esistono condizioni per limitare, a priori, l’insediamento del nuovo sito produttivo nella Zona industriale Aussa Corno».
Pur non aggiungendo molto altro – «lo farò in commissione» ripete –, l’assessore spiega che gli studi in suo possesso «sono incompleti, ma nonostante ciò, da una prima lettura, il progetto Adria non risultata inquinante. Su questo – aggiunge – non avevamo dubbi».
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Le criticità sono quelle riassunte nella Generalità che recita: «Relativamente all’infrastrutturazione, è evidente che per la sua complessità si genera un impianto talmente rilevante da far prediligere altre tipologie di investimento, maggiormente compatibili e sostenibili con il territorio interessato, anche tenuto conto delle osservazioni e valutazioni manifestate dai Comuni dell’area».
Ma nello stesso documento, il presidente Fedriga «sottolinea la volontà dell’Amministrazione regionale di investire comunque sull’infrastrutturazione dell’area e del suo porto al fine di agevolare e rafforzare le aziende esistenti e di attirarne delle nuove».
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Sulla base delle analisi fatte, anche Bini è portato a pensare che «alcuni investimenti possono essere effettuati in equilibrio con l’ambiente delicato, soprattutto a punta sud, il luogo dove era stata progettata la nuova acciaieria».
E ancora: «Proprio perché i gruppi industriali Danieli e Metinvest sono seri – sottolinea l’assessore –, non possiamo prenderli in giro con interventi i cui tempi di realizzazione sono biblici»