Ora anche le famiglie sul piede di guerra con Apam: «Situazioni di pericolo e a scuola in ritardo»
Se Apam parla di «regolare avvio del servizio con monitoraggi costanti e attenzione a pulizia e sicurezza», d’altro canto continuano le segnalazioni dei disagi che gli studenti vivono quotidianamente. E accanto a quelle raccolte dai ragazzi della Rete degli studenti medi e di Fridays for future Mantova da mesi in lotta per il loro diritto alla mobilità con comunicati e striscioni appesi alle fermate, non mancano anche quelle che le famiglie inviano direttamente ad Apam lamentando le falle di un servizio non garantito come dovrebbe, ma anche alle forze dell’ordine per segnalare situazioni di possibile pericolosità.
Come quelle dei genitori di ragazzi che ogni giorno dal Basso Mantovano raggiungono le scuole superiori cittadine a bordo di una delle linee (come la 31) per le quali Apam ha ammesso «qualche ritardo» dovuto alla chiusura del ponte di San Benedetto Po «che impone – scrive Apam – la ridistribuzione dei carichi a ridosso del casello autostradale per l’obbligo, che sempre viene rispettato, di trasportare solo passeggeri seduti». Il fatto è che i genitori raccontano di autobus affollatissimi e denunciano «situazioni pericolose»: se gli autisti a Pegognaga devono attendere prima dell’ingresso in autostrada l’arrivo di altri autobus per garantire il trasporto di tutti i ragazzi, in alcuni casi quando i mezzi sono sovraffollati devono invece fare un percorso alternativo aumentando i tempi di percorrenza e i disagi per chi è più distante, costringendo i ragazzi ad una permanenza sul mezzo per quasi due ore per una tratta di una trentina di chilometri, non permettendogli di arrivare a scuola all’orario previsto. E al ritorno la situazione a quanto pare non è certo migliore con i ragazzi che devono accalcarsi alle fermate per riuscire a salire sui mezzi e a volte rimangono in attesa della corsa successiva perché i posti sono tutti occupati.