Dalle opere edili alle apparecchiature. Il piano di Asugi da 137,8 milioni
TRIESTE Dagli adeguamenti antincendi e sismici negli ospedali triestini ai riammodernamenti nelle strutture sanitarie di Gorizia e provincia, dalla sostituzione di apparecchiature ormai “invecchiate” all’introduzione degli ecografi top di gamma.
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Un lungo elenco di innovazioni in sanità, con relativi importi, copertura finanziaria già disponibile e residuo da finanziare.
Asugi, via decreto firmato dal direttore generale Antonio Poggiana, comunica l’adozione del Programma preliminare degli investimenti per le annualità 2024 e seguenti. Investimenti di diverso tipo: edili-impiantistici, attrezzature biomedicali, informatici e di telecomunicazioni, beni mobili e tecnologie.
Il dettaglio emerge negli allegati pubblicati sul portale dell’Azienda sanitaria universitaria giuliana isontina, le parti che formano un Programma da complessivi 137,8 milioni di euro, di cui non più di 12,6 milioni risultano già coperti. «Documenti – spiega il dg Poggiana – che costituiscono un fondamentale atto di programmazione, vengono aggiornati annualmente e costituiscono un’agenda di investimenti da qui a un periodo di medio-periodo, verosimilmente 5-6 anni. Il tutto viene indirizzato alla Regione, che, fatte le verifiche sulla coerenza con il quadro generale, deciderà nei prossimi mesi quali interventi potranno essere inseriti, e quindi finanziati, a fine anno nel Piano triennale».
La somma di 137,8 milioni si compone con i 36,6 milioni per edilizia e impiantistica nell’area giuliana, i 26,1 milioni nell’area isontina, i poco meno di 29 milioni per il biomedicale, i 13 milioni per informatica e telecomunicazioni, i 33 milioni per beni mobili e tecnologici. Scorrendo gli allegati, in ambito edilizio è possibile individuare a Trieste gli importi più alti negli 8 milioni 735 mila euro (interamente da finanziare) per le manutenzioni straordinarie di Cattinara, i 4 milioni per «adeguamento normativo, ottimizzazione spazi e rifacimento finiture» degli ospedali giuliani (500 mila euro coperti), i 3,5 milioni alla voce «sedi varie» (700 mila euro stanziati), i 3 milioni per l’adeguamento antincendio del Maggiore (255 mila euro coperti) e altri 3 milioni per la sostituzione delle luci con tecnologia led (anche in questo caso in varie sedi e con soldi tutti da trovare).
Quanto all’Isontino, gli interventi più costosi sono quelli di ampliamento e ristrutturazione del Pronto soccorso dell’Ospedale di Monfalcone (6,5 milioni), di ristrutturazione e ampliamento dell’ala anatomica del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio a Gorizia (3 milioni 350 mila euro), di riqualificazione e ampliamento della sede Asugi di Gradisca utile ad ospitare la Casa della Comunità (3,3 milioni), da attivare, secondo le direttive ministeriale alle Regioni, entro il 2026, e di adeguamento sismico del distretto di Grado (2,7 milioni). Soldi già disponibili? 5,2 milioni per Monfalcone, 1,7 milioni per Gradisca.
Nel biomedicale ecco invece i 7,5 milioni per la sostituzione di apparecchiature obsolete/irreparabili, i 3,5 milioni per un acceleratore lineare al Maggiore, i 3 milioni per tavoli operatori e accessori. Nella relazione che accompagna le cifre si legge anche dell’implementazione a Cattinara della «broncoscopia a navigazione elettromagnetica acquisendo un navigatore elettromagnetico endobronchiale che permetterebbe di superare i limiti dei broncoscopi flessibili a raggiungere la periferia del polmone» e della necessità in Radiologia a Gorizia di sostituire la Tac «a 64 detettori GE Revolution EVO del 2016, acquisendo un’apparecchiatura a 128 detettori, che consentirebbe l’esecuzione di indagini relativamente ad ogni quesito clinico, compresi quelli ad elevata complessità, anche in un’ottica di futuro sviluppo». Serviranno infine nuovi computer e reti wi-fi, software e cybersecurity, oltre ad ambulanze e automediche, arredi e attrezzature, letti da degenza, congelatori ed emoteche.