Istria, primo avvistamento di una cubomedusa nelle acque di Medolino
Le meduse in questa estate non hanno provocato eccessivi disagi ai bagnanti lungo le spiagge istriane, a differenza di quanto accaduto un anno fa, quando il campanello di allarme era suonato per la presenza della medusa bruna tra Orsera e Cittanova. All’inizio dello scorso luglio alcuni esemplari della stessa specie erano stati notati nelle acque del porto del maggiore centro istriano, che peraltro non è balneabile.
Ora però, mentre ormai l'estate sta finendo, arriva la notizia della presenza di una medusa molto pericolosa nel porto di Medolino. Si tratta della vespa di mare o medusa scatola o cubomedusa, avvistata per la prima volta nell'Adriatico nel 1986. Viene considerata come una delle specie più velenose al mondo. Il contatto con l’animale può causare all’uomo forti irritazioni e dolori cutanei, infiammazione e anche necrosi, ipotensione e ipertensione, tahicardia e aritmia. Va precisato però che il più delle volte il contatto non richiede affatto il ricovero in ospedale.
La cubomedusa si nutre principalmente di crostacei e piccoli pesci. I suoi tentacoli arrivano a superare i 2,5 metri di lunghezza e un esemplare adulto può raggiungere le dimensioni di un pallone di pallacanestro. È trasparente e possiede quattro gruppi di 15 tentacoli ciascuno. Comunque grazie alla vista ben sviluppata evita abilmente il contatto con i bagnanti e punge solo per difendersi.
Se si viene punti dalla vespa di mare la prima cosa da fare è risciacquare le ferite con acqua di mare o aceto domestico abbondante per almeno una trentina di secondi.