Indennizzi per i danni della grandine, la Regione stanzia altri 50 milioni
UDINE. Un ulteriore sforzo, in attesa di capire quanto verrà messo a disposizione dallo Stato e dunque determinare forme e percentuali di rimborso.
La giunta, nel prossimo assestamento autunnale previsto per ottobre, stanzierà infatti altri 50 milioni di euro da utilizzarsi per ristorare privati e attività produttive colpite dal maltempo di luglio e agosto.
Come anticipato da Massimiliano Fedriga, e ribadito più volte dagli assessori Riccardo Riccardi e Barbara Zilli, entrando nel dettaglio, la Regione ha deciso di rimpolpare ulteriormente il plafond iscritto a bilancio nei giorni immediatamente successivi alle grandinate.
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«Una cifra del genere messa in campo dalla Regione non si vedeva dai tempi dell’alluvione di Pordenone» ha detto recentemente Riccardi.
Ed è difficile dare torto all’assessore con la delega alla Protezione civile perchè con i 50 milioni che verranno messi a disposizione fra qualche settimana – cifra che attende ancora l’ufficialità, ma che in giunta viene data come acquisita e potenzialmente pure aumentabile – il totale stanziato dalla giunta si aggira attorno ai 107 milioni.
Non sufficienti a coprire l’ammontare dei danni – stimato in una quota attorno ai 900 milioni –, ma davvero consistente se pensiamo, ad esempio, come da Roma fino a questo momento siano stati concessi poco meno di 8 milioni utili a saldare soltanto le spese di primissima urgenza.
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Altri milioni, e la Regione si attende erogazioni davvero corpose nonostante le evidenti problematiche nella predisposizione della prossima legge di Stabilità da parte del ministro Giancarlo Giorgetti, arriveranno quando in Friuli Venezia Giulia sarà completata la ricognizione delle richieste di danno con la presentazione delle domande che per i privati si è aperta martedì.
Le domande di ristoro vanno depositare esclusivamente online attraverso l’apposito portale utilizzabile collegandosi al sito della Regione oppure della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.
Le istanze private – in questa fase anche senza perizia tecnica asseverata che però sarà quasi sicuramente richiesta in un secondo tempo – potranno essere “caricate” fino alle 16 di giovedì 19 ottobre.
Quelle per i danni subiti dalle attività produttive – con una suddivisione prevista tra settore agricolo e altri comparti economici –, invece, dalle 10 di martedì 26 settembre alle 16 di giovedì 26 ottobre.
L’accesso al portale avviene tramite riconoscimento personale attraverso lo Spid, la Carta d’identità elettronica oppure la Tessera sanitari-Carta regionale dei servizi.
Per venire incontro alle problematiche di chi non possiede questi strumenti, oppure non si trova a suo agio con tecnologica e informatica, la Regione ha previsto due diverse tipologie di aiuto.
Un accordo stretto con gli Ordini professionali – dai geometri agli ingegneri – che hanno messo a disposizione un pacchetto di esperti per aiutare le persone e con gli elenchi a disposizione in tutti i Comuni, oltre a due numeri verdi.
Il primo, gestito dal personale della Protezione civile regionale, è raggiungibile all’800/909060 dalle 10 alle 18 nei giorni feriali e dalle 10 alle 14 il sabato.
Il secondo, riservato a problematiche di ordine più informatico, fa riferimento ai tecnici di Insiel ed è raggiungibile all’800/098788 dalle 8 alle 19 nei giorni feriali e dalle 8 alle 13.
Per quanto riguarda il conto dei danni stimato nella prima fase post-emergenza, detto che 150 milioni fanno riferimento al patrimonio pubblico, il resto della somma va in quota ai privati e si aggira attorno ai 530 milioni per oltre 26 mila segnalazioni complessive.
All’interno di questo schema, 9 mila si riferiscono a veicoli (per un controvalore di circa 30 milioni) e 2 mila 200 a danneggiamenti subiti dalle attività produttive, comprese quelle del settore agricolo (202 milioni).
Il resto, e parliamo di più o meno 300 milioni, è tutto su danni alle case.