Lo stadio Tognon è pronto solo per la Triestina: così il Fontanafredda è costretto a traslocare
FONTANAFREDDA. Il Tognon di Fontanafredda ha portato fortuna alla Triestina, che sabato 16 settembre ci ha giocato e vinto la partita di serie C con la Pro Vercelli.
Intanto, però, la società di casa continua ad attendere di poter giocare nell’impianto di casa: l’esilio provocato la scorsa stagione prima dai lavori per la riqualificazione della struttura e poi dalla presenza del Pordenone calcio.
E l’attesa non è ancora finita, perché i giuliani di mister Tesser sul rettangolo di viale dello Sport disputeranno certamente un’altra gara, quella di venerdì 29 settembre (alle 20.45) contro il Mantova.
E, aspettando di riavere a disposizione il prestigioso Rocco, non è escluso possano giocarci anche il match del 14 ottobre contro il Lumezzane.
Così i rossoneri devono continuare a cercare ospitalità altrove: se per il debutto in coppa Italia hanno giocato allo Sfriso di Sacile, domenica la prima “casalinga” del campionato di Promozione la disputeranno contro la Buiese ad Azzano Decimo.
L’eventuale successiva, con la Cordenonese l’8 ottobre, dovrebbe essere al Bottecchia di Pordenone, campo da poco riseminato.
Si potrebbe obiettare che, se è pronto per la Triestina, il Tognon possa esserlo anche per il Fontanafredda del presidente Luca Muranella, che non vede l’ora di tornarci.
La “convivenza”, invece, non è prevista. «Il manto erboso dello stadio – spiega il sindaco Michele Pegolo – dopo la recente manutenzione è all’80%, non è in grado di sopportare troppe partite concentrate in poco tempo.
Capisco l’attesa del Fontanafredda, la società deve però capire che il Tognon è un impianto sovraccomunale, nel quale si gioca pagando la relativa tariffa.
La scelta è stata economica: per il club di casa si tratta il prezzo è “politico”, per gli ospiti è decisamente più alto. I soldi della Triestina sono serviti per ripagare la sistemazione del terreno di gioco senza gravare sulle casse comunali.
Ma nessuno vuole cacciare i rossoneri, ci mancherebbe. Presto potranno disputare le loro partite nel loro e nostro stadio».
La speranza è che non debbano aspettare ancora molto. Cosa che si augurano pure gli stessi triestini: sono ben 3 mila 800 gli abbonati e tutti, a Fontanafredda, di certo non ci stanno. Senza contare la distanza dal capoluogo e le relative difficoltà logistiche.
Sinora il Comune guidato da Pegolo ha incassato 2 mila euro, da tariffario approvato in giunta, per la prima partita, altrettanti ne arriveranno per la seconda ed eventualmente per la terza, più 6 mila 100 euro pagati per la sistemazione del manto, oltre a una cauzione di altri 6 mila 100 euro a titolo di cauzione nel caso in cui serva un’ulteriore manutenzione del campo, che il club alabardato assicura in ogni caso quotidianamente.