Legambiente e il censimento dei ciclisti: a Pavia mille biciclette in strada all’ora di punta del mattino
PAVIA. Un migliaio di ciclisti censiti in due ore, come dire 8 al minuto tra le 7 e le 9 del mattino: il popolo delle bici si conta, misurando la “massa critica” formata dai tanti che – complici benzina alle stelle e parcheggi introvabili – scelgono di pedalare verso il lavoro o a scuola. È l’iniziativa di Legambiente per raccogliere dati in vista del prossimo “Giretto d’Italia”: monitoraggio–sfida tra Comuni sul campo da gioco della mobilità sostenibile, per “premiare” quello dove la bici si usa di più. Quello di ieri (mercoledì 20 settembre) è uno degli appuntamenti pavesi per la settimana europea della Mobilità sostenibile.
Cinque i punti di passaggio dove, penna alla mano, i volontari si sono piazzati dalle 7 alle 9 del mattino: Ponte Coperto, Strada nuova all’altezza di piazza Italia, l’imbocco di corso Cavour lato Minerva e via Bramante, dove corre la pista ciclabile. In tutto poco meno di un migliaio di passaggi (997), ma il dato è provvisorio e “monco” del quinto punto di passaggio in corso Garibaldi, di cui si sono occupati gli addetti del Comune che però non ha condiviso i dati raccolti: per avere il quadro completo bisognerà aspettare le elaborazioni finali di Legambiente.
Il “Giretto d’Italia 2022” racconta di una Pavia che non brilla per propensione alla bici, città dove muoversi a pedali non sempre è facile: con circa 1.600 passaggi di bici e altri mezzi, la città è 16esima su 40 Comuni che hanno aderito all’iniziativa di Legambiente l’anno scorso. Milano (al primo posto) Padova, Piacenza o Parma hanno fatto meglio.
Il monitoraggio
I primi dati suscitano tuttavia un certo interesse: «Non mi aspettavo così tanti passaggi» dice con sorpresa Laura Perelli, 25 anni, volontaria che ha contato 229 biciclette all’ombra del Ponte coperto. «Cataloghiamo anche i monopattini e gli altri mezzi sostenibili – aggiunge – per muoversi in città la bici è la scelta giusta, ma a volte servirebbe più consapevolezza della presenza di ciclisti». Il conteggio in piazza Italia – dall’altro lato di Strada Nuova – si chiude a quota 312 bici: «Molti i lavoratori, ma ho visto solo un genitore con i figli al seguito, ognuno sulla propria bicicletta» racconta Anna Lamacchia, volontaria di Legambiente. «In centro ci sono ancora molte auto, e a volte si ha la percezione che spostarsi in bicicletta sia pericoloso».
«Serve più sicurezza»
La percezione sembra condiviso anche da Antonio Prunetti, 77enne che, con la bici di fianco, sbriga le commissioni tra le bancarelle in piazza Duomo: «Io uso la bicicletta per tutto, anche d’inverno, perché si fanno più cose senza il problema del parcheggio, o dei costi della benzina». Ma i problemi non mancano: «Serve più sicurezza per i ciclisti. È vero che alcuni sono indisciplinati e capita che non segnalino le svolte, ma per chi va in bici ci vuole più rispetto e un manto stradale migliore: Strada Nuova è piena di avvallamenti per il passaggio dei bus e alcune piste ciclabili si interrompono».
In corso Cavour si contano diversi studenti: «Il picco è stato prima delle 8, per via dei ragazzi diretti a scuola» racconta il volontario Paolo Ghiringhelli, mentre sono un centinaio i transiti in via Bramante, contando anche le bici elettriche: «La pista ciclabile è molto usata anche per fare attività sportiva, e ho contato tanti studenti e lavoratori diretti in centro città» dice Luigi Marinoni, volontario che ha monitorato via Bramante.