Mantova, aria nuova e qualità: l’appetito vien mangiando
Se tre indizi fanno una prova, quattro iniziano a dare mezze certezze. Il Mantova c’è, convince e soprattutto vince. Lo fa con il terzo 2-0 consecutivo, stavolta a cadere è una Giana Erminio che ha provato a metterla sul recupero palla a metà campo ma che alla fine, messa alle corde, è crollata come un pugile. All’ultima ripresa, come Apollo contro Rocky. Ma il Mantova di quest’anno non è un atleta del popolo venuto dai sobborghi di Philadelphia. È aristocratico, nel senso che arriva al successo con il fioretto. La manovra non si scompone mai, la squadra resta fedele a se stessa anche quando ci si attenderebbe un assalto all’arma bianca. La qualità dei giocatori in questo senso sta facendo la differenza, ma come l’idea di gioco impostata da Possanzini. Che ha un credo, lo porta avanti, lo trasmette ai giocatori. E questi ci stanno credendo sul serio, come ci sta credendo il pubblico biancorosso. Ieri in 150 in curva ospiti, estasi totale per loro dopo 90 minuti di pioggia alle porte di Milano. Se li meritavano questi 3 punti, se la meritavano questa vetta. Sì, è ancora presto. Ma è bella lo stesso. Di tempo per godersi tanta grazie ne rimane però poco. Perché da oggi si comincia a pensare all’Albinoleffe, prossimo avversario del Mantova domenica al Martelli. Non è una partita come le altre, 4 mesi fa i bergamaschi ci hanno spedito nei dilettanti. Serve una rivincita sportiva, è la partita perfetta per chiudere definitivamente i conti con il passato ed iniziare a mettere le basi per un futuro roseo. La pancia in questo momento è piena, ma l’appetito vien mangiando...