Milos Argenton, il capitano friulano al comando della portaerei Cavour: «Per me è un onore e una grande responsabilità»
CIVIDALE. C’è un cividalese, il capitano di vascello Milos Argenton, al comando della nave ammiraglia della Marina militare italiana, la portaerei Cavour, che solo pochi giorni fa ha commemorato con una solenne cerimonia nel golfo dell’Asinara – alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella – l’80º anniversario dell’affondamento della Corazzata Roma.
Il prestigioso incarico segna un nuovo traguardo nella brillante carriera dell’ufficiale 47enne, entrato all’Accademia Navale di Livorno giovanissimo, subito dopo aver conseguito il diploma di maturità al liceo classico Paolo Diacono di Cividale.
La carriera
Specializzato in telecomunicazioni, dopo il periodo di imbarco è tornato in Accademia come sottordine al comandante alla Seconda Classe, per essere quindi assegnato a Nave Andrea Doria agli allestimenti.
A Roma è stato prima al Comando in Capo della Squadra navale, successivamente alla Direzione per l’impiego del personale militare della Marina. Dopo aver frequentato il 124º Senior Course presso il Nato Defense College è stato destinato all’Allied Command Operation in Belgio, nel ruolo di assistente militare del Comandante supremo. Fra il 2019 e il 2022 è stato impiegato presso l’Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa e ha frequentato il Centre des hautes études militaires a Parigi. Ha comandato il pattugliatore Cassiopea e la fregata Alpino; e adesso, appunto, è ai vertici della Cavour, dove già aveva ricoperto l’incarico di comandante in seconda.
La famiglia e la vita privata
Ora residente a Taranto, tre figli, Argenton è figura nota a Cividale, dove il suo cognome richiama la memoria di avi illustri: due fratelli del nonno paterno, il generale Mario e il capitano Alberto Argenton (quest’ultimo pilota dell’Aeronautica abbattuto a Malta e disperso), sono rispettivamente medaglia d’argento al valor militare per la campagna di Russia – oltre che membro del Corpo Volontari della Libertà e poi della Consulta nazionale – e medaglia d’argento al valor militare alla memoria.
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La portaerei Cavour
La Cavour, nota come “4 navi in una” (rivestendo le funzioni di portaerei, piattaforma logistica e anfibia, ospedale galleggiante e unità sede di comando imbarcato), ha attualmente a bordo 500 uomini, di cui 40 ufficiali; il personale imbarcabile arriva fino alle 1.200 unità.
«Comandare il Cavour, assetto strategico al servizio della Marina, della Difesa e, più in generale, del Paese – dichiara il capitano di vascello – è un onore e una grande responsabilità, che affronto con serenità sapendo di poter contare su un equipaggio di prim’ordine, composto da donne (il 15% degli effettivi) e uomini di grande professionalità, competenza, preparazione tecnica e serietà, che non risparmiano le proprie energie per essere sempre all’altezza delle sfide. La portaerei Cavour può essere chiamata in qualsiasi momento a svolgere uno o più dei quattro compiti fondamentali che è in grado di assolvere e per tale motivo va sempre tenuta pronta, efficiente e con un equipaggio addestrato. Sono queste, dunque, le mie priorità, su cui ogni membro dell’equipaggio stesso (età media 36 anni circa) lavora quotidianamente, assicurando le manutenzioni alle apparecchiature e ai sistemi all’avanguardia presenti a bordo e addestrandosi costantemente a svolgere le proprie mansioni, singolarmente e soprattutto nell’ambito di un team che deve saper operare come singola unità».
Per i primi di ottobre la nave ha in programma un’attività di breve durata in interazione con il Carrier Strike Group statunitense, nel Mar Mediterraneo, «per addestrarsi insieme – spiega Argenton – e accrescere l’esperienza nell’operare con diversi gruppi portaerei: un’esercitazione simile ad altre già svolte in passato in occasioni analoghe, con gruppi portaerei statunitensi, britannici e francesi». «In seguito, da metà ottobre a metà novembre – prosegue il comandante –, parteciperemo a “Mare aperto”, che si tiene due volte all’anno, in autunno e in primavera, e che coinvolge la maggior parte delle navi della Marina militare non impegnate in operazioni. Nello stesso periodo si svolgeranno la “Dynamic Mariner” (attività Nato con staff multinazionale a bordo) e la “Neptune Strike 23-3”, esercitazione con assetti portaerei presenti nel mare Mediterraneo».