Lamosano, montoni predati dai lupi: «Basta, mollo tutto»
Due montoni da 110 chili l’uno ridotti a un mucchietto di ossa dai lupi. Continuano le predazioni da parte di questi grandi carnivori in provincia di Belluno. L’ultima in ordine id tempo è quella avvenuta tra Lamosano e Molini nel comune di Chies d’Alpago ai danni dell’allevatore hobbista Patrick Sommacal.
«Dal 2014 porto avanti un programma di recupero ambientale per lo sfalcio ecologico», spiega Sommacal che fa l’allevatore per hobby, «cioè mi sono preso in carico alcuni terreni lasciati da persone che si sono trasferite all’estero o da anziani che non riescono più a far fronte alle incombenze, con lo scopo di tenere in ordine e pulito il territorio. E così ho recuperato alle erbacce circa 10 ettari di prati che prima erano abbandonati».
Un lavoro importante, fondamentale come evidenzia lo stesso allevatore. Ma poi sono arrivati i lupi e tutta questa attività è diventata difficile, complicata. «Ho eretto 11 recinzioni di un metro e settanta e da un metro e cinquanta elettrificate come previsto dalla Regione per scongiurare gli attacchi dei lupi, spendendo una somma importante, anche se un aiuto è venuto direttamente da contributi veneti», racconta con rammarico il 44 enne. Ma poi qualche settimana fa il primo attacco: «per fortuna gli animali che allevavo cioè cinque asini, due pony, una decina di pecore e una capretta sono riusciti a scappare, anche se due sono rimasti feriti. A quel punto», precisa ancora Sommacal, «ho deciso di vendere gli animali, ma ho tenuto ancora nel recinto due montoni e la capretta. Purtroppo l’altra notte diversi lupi, come mi hanno detto gli agenti della polizia provinciale che hanno fatto il sopralluogo, hanno saltato la recinzione e hanno banchettato con i montoni non lasciando di loro quasi nulla. Uno spettacolo veramente triste per me che amo gli animali».
Per Sommacal questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E così la decisione di lasciare questa attività e di portarsi via l’unica sopravvissuta ai lupi, la capretta. «Mi dispiace», conclude Sommacal, «dover prendere questa decisione, ma non è più possibile fare gli allevatori in queste condizioni. Ormai i lupi sono dappertutto e diventa pericoloso tenere degli animali. Anche le precauzioni non servono a nulla. Credo che a questo punto sia necessario contenere la diffusione di questi grandi carnivori anche per l’incolumità delle persone».