Muore di tumore, l’ultimo saluto con un post sui social: «Godetevi la vita perché è bella e breve»
«Se state leggendo questo post significa che io non ci sono più. Infatti ho incaricato Maurizio di pubblicarlo nel mio profilo quando fossi diventata “terra da pipe” o meglio “cenere”, dato che ho chiesto di farmi cremare».
Con queste parole, affidate a un post postumo apparso ieri mattina sul proprio profilo Facebook, Marialuisa Pavanello ha voluto portare a tutti il suo ultimo saluto.
È mancata venerdì sera a 67 anni in ospedale, dopo un lungo percorso di malattia. Era la moglie di Maurizio Francescon, storico dirigente di Confesercenti. Lascia anche un figlio, Manuele, e due nipoti. Originaria di Ospedaletto Euganeo, Marialuisa è stata sempre una donna intelligente e politicamente impegnata, soprattutto in temi riguardanti i diritti delle donne.
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Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 ha ricoperto anche il ruolo di assessora durante l’amministrazione del sindaco Silvano Pradella. Da quasi 40 anni viveva in paese dove ha anche, tra il 2000 e il 2016, portato avanti con successo un negozio di pelletteria e bigiotteria.
In quegli anni ha rappresentato un vero punto di riferimento per i commercianti locali e da coordinatrice del “Comitato commercianti Solesino” è stata la promotrice di un’innumerevole serie di eventi e iniziative. Nel frattempo è stata impegnata anche nella Fism Confesercenti, partecipando alla “Tavola della moda”. Pavanello ha iniziato a fare i conti con la malattia nel 2018 ma non è mai diventata una giustificazione: «Ho evitato, fino a quando è stato possibile, di far sapere che avevo un tumore in metastasi – si legge nel suo post preparato con il marito qualche settimana fa – Non sopporto coloro che amorevolmente guardano gli altri ammalati e dicono “poverini”».
Quello di Marialuisa è soprattutto un messaggio di speranza. Continua dicendo: «La vita è bella, corta ma tanto bella e va vissuta in ogni suo momento, quelli felici e quelli meno, prendendoci tutto quello che ci può essere dato. Anche in questi ultimi 5 anni, pur tra mille difficoltà, ho voluto viverli appieno e gustarmeli fino in fondo.
La vita è bella e si può essere felici anche se si convive con un tumore. Certo è una guerra difficile, sappiamo già che il nemico è agguerrito e spesso invincibile ma in questi anni di battaglie ne abbiamo vinte tante.
Sono battaglie che conduco grazie alla mia famiglia, alle mie amiche e amici, ma anche e soprattutto grazie alle nuove cure, grazie alla ricerca scientifica che anche nel caso del mio tumore ha fatto passi da gigante. Se avessi avuto questo tumore una decina di anni fa sarei passata all’altro mondo in pochi mesi e tra dolori atroci».
Dopo avere ringraziato medici e sanitari dello Iov, e non solo, che l’hanno accompagnata in questi anni, Pavanello si conceda con semplicità: «Un saluto quindi a tutti. Un ultimo grande abbraccio, spero di avere aiutato qualcuna in questi anni magari con un briciolo di consiglio o con una battuta. Non sarà facile chiudere una vita piena di sorprese, entusiasmi, ideologie, impegni economici e sociali, non sarà facile smettere di sorridere, di salutare di abbracciare, di chiacchierare, di regalare, di aiutare, di sognare. La vita purtroppo o per fortuna termina e per quanto guerriero, combattenti e forti noi si sia, prima o poi si chiude».
L’ultimo saluto, con rito civile, sarà martedì alle 15.30 vicino al municipio, in quella piazza Matteotti che tante volte è stata scenario e passerella delle sue iniziative.