Slovenia, no dei giudici agli ambientalisti: sì al piano per l’uccisione di 230 orsi
Ricorso respinto, avanti con gli abbattimenti. Non è arrivata, in Slovenia, la “grazia” auspicata da ecologisti e ambientalisti nei confronti di una cinquantina di orsi, letteralmente nel mirino delle autorità nell’ambito della campagna nazionale di controllo della popolazione - folta - dei plantigradi della regione alpina slovena. A deciderlo, bocciando la petizione dell’organizzazione non governativa Alpe Adria Green, è stato il tribunale amministrativo di Lubiana, che ha rigettato la richiesta della Ong di sospendere gli abbattimenti degli orsi, decisi nei mesi scorsi e già in corso.
Tutto regolare, si vada avanti, ha stabilito la Corte, confermando così la bontà della decisione del ministero delle Risorse naturali e della Pianificazione territoriale che a metà aprile aveva stabilito, tra le polemiche, in 230 nel corso del 2023 - dopo i 222 dell’anno scorso - il numero degli orsi da abbattere in Slovenia in questi mesi. Si parla di quasi un quinto di una popolazione che ha toccato ormai le 1.100 unità e che deve essere portata a circa 800, per essere gestibile. Duecentotrenta animali da eliminare è il record, per la Slovenia: un fatto che aveva fatto insorgere Alpe Adria Green (Aag), ma anche altre associazioni ambientaliste e persino il premier Roberto Golob. Aag, per cercare di fermare quella che gli ecologisti considerano una mattanza crudele, si era appunto rivolta all’equivalente sloveno del Tar, con un ricorso che a maggio aveva portato a una ordinanza di sospensione degli abbattimenti, seppur temporanea. Sospensione che in ogni caso era arrivata già tardi, dato che nel frattempo erano stati ben 182 gli orsi uccisi dai cacciatori con il beneplacito del ministero.
Non ci sarebbe altra via, aveva spiegato il dicastero ad aprile, dopo consultazioni con gli Istituti sloveni per la Conservazione della natura e Forestale, che avevano contribuito a valutare le dimensioni della popolazione di plantigradi e a calcolare con precisione il numero degli orsi da abbattere. «Abbiamo considerato varie opzioni» per prevenire problemi nella convivenza tra orsi ed essere umani e sulle attività agricole, «ma né la rilocazione degli animali né l’opzione di ridurli in cattività erano fattibili a causa dei grandi numeri» che la Slovenia registra, aveva assicurato il titolare del ministero delle Risorse naturali, Urso Brezan. E sarebbe proprio 800 il numero massimo di orsi in Slovenia «considerato gestibile per la convivenza tra perone e animali», aveva aggiunto. La popolazione degli orsi in Slovenia è costantemente aumentata negli ultimi 60-70 anni, aveva spiegato l’esperto di biotecnologie Klemen Jerina, confermando che l’unica via «è quella di regolare la densità» numerica degli orsi.
La regolazione, attraverso la caccia, è un business in crescita, anche in Slovenia. Tra il 2010 e il 2015, infatti, erano stati tra i 50 e i 100 gli orsi eliminati ogni anno, mentre nel 2016 e 2017 il numero era ulteriormente calato (tra i 25 e i 30), prima dell’esplosione della natalità degli ultimi anni e dei conseguenti abbattimenti. Che non riguardano invece le linci, i cui numeri dal 2003 sono estremamente bassi, mentre per i lupi servono permessi individuali, da rilasciare caso per caso.