La partita infinita della Gazzetta, il saluto del direttore Enrico Grazioli
In migliaia hanno ammirato in queste settimane il bel gioco del Mantova calcio, che ha spinto i biancorossi in testa alla serie C: quella “costruzione dal basso”, firmata mister Possanzini, fatta di una tela (non una ragnatela) paziente, ostinata, meticolosa di passaggi dove attirare e far sfogare la pressione degli avversari, per poi aprire le ali a un gioco d’attacco lineare e incisivo. Tanta umiltà, tanto ordine, tanta caparbia precisione. A volte può succedere di sbagliare, di perdere, ma raramente: e al pubblico pagante si lascia l’impressione di aver dato il meglio di sé stessi, seguendo una logica, un progetto che sfociano nel gol o in un intrattenimento godibile.
Costruire ogni giorno la Gazzetta di Mantova destinata a lettori e abbonati (non di una curva, ma di un territorio che ha bisogno di sapere) è stato un po’ così, minuto per minuto un lavoro certosino e responsabile: di ricerca delle notizie, di verifica degli spunti di informazione, di difesa dal pressing invasivo delle fake news e dei social come dei suggerimenti interessati, delle polemiche assordanti e futili, fino a comporre un racconto quotidiano del nostro vivere che coglie nel segno, fa centro. Con discrezione ed equilibrio, orgoglio e professionalità. Con uno spirito di sacrificio che attraverso mille difficoltà affrontate con coraggio, inventiva e disciplina conduce a un risultato, a una vittoria: portare con puntualità in edicola e sul digitale un giornale all’altezza della sua storia e delle attese e pretese del suo pubblico. Equilibrato, vivace, autorevole e indipendente. Un punto di riferimento imprescindibile per chi abita Mantova e la sua provincia, vi lavora e vi respira: un presidio per la convivenza civile, adulto e forte. Lo abbiamo fatto negli anni garantendo solidità e credibilità alla nostra testata: costruire informazione dal basso è avere coscienza del proprio mestiere e del proprio ruolo in una comunità.
La mia partita finisce qui, lasciando oggi la direzione del giornale: succede, un arbitro fischia. Continua e continuerà senza tempo quella dei colleghi della redazione, che ringrazio per il rispetto, la dedizione, la serietà, la comprensione e il patrimonio di valori espressi quotidianamente, mettendoci la testa e la faccia, il cuore, in uno splendido impegno: sono loro la Gazzetta di Mantova, la Gazzetta di Mantova è loro.
Li guiderà una persona solerte e squisita come Massimo Mamoli a cui auguro il miglior lavoro possibile, accompagnati dal nuovo editore Athesis che crede in questa avventura e ha tutto per farne un successo. Grazie al sostegno e alla visione del gruppo editoriale Gedi, gli consegniamo un giornale sano, in salute: capace di servire i cittadini e di correre sulle proprie gambe, senza spinte, primo requisito per una libertà di informazione di cui c’è fame e sete. Una ricchezza per Mantova. Buon proseguimento a tutti, giornalisti e lettori, amici e critici: sarà una bellissima sfida, un infinito sentiero di conoscenza. Felice che mi abbiate concesso di lasciarvi con l’anima una minima traccia. E forza Mantova! Certo.