A Belluno famiglie esasperate per le corse tagliate dei bus: «Ragazzi di 13 anni lasciati a piedi»
Studenti lasciati a terra in stazione a Belluno. Ragazzi di tredici anni portati a scuola dai genitori, perché la corriera non è passata. I disagi nel trasporto pubblico locale sono continui e non accennano a diminuire. Lunedì Dolomitibus taglierà meno corse rispetto agli ultimi giorni (diciannove, fra Agordino, Comelico e servizio urbano di Belluno), ma le famiglie sono esasperate.
Non solo le corse soppresse cambiano quasi quotidianamente, costringendo mamme e papà a trovare soluzioni per il trasporto dei figli in extremis. Molti sono inviperiti perché sono stati pagati gli abbonamenti, per un servizio che non sempre viene garantito. C’è chi minaccia di rivolgersi a un avvocato, chi di chiedere un rimborso. Basta leggere i commenti sui social per rendersi conto di quanto i tagli delle corse stiano complicando la vita di studenti, genitori, lavoratori.
«La settimana scorsa tredici ragazzi sono rimasti a piedi. Ci siamo organizzati noi genitori con le macchine per portarli ad Agordo a scuola», racconta ad esempio la vicesindaco di Gosaldo, Florinda Cialdella. «A volte i tagli delle corse cambiano nel corso della mattinata. Cosa devono fare i genitori, che sono al lavoro? Lasciare i figli per strada?».
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Un caso simile è successo ieri, a Belluno: gli studenti usciti da scuola alle 12.15 e che dovevano andare verso Feltre hanno trovato ad attenderli non la solita corriera a due piani, necessaria visto il numero di ragazzi che la utilizza, ma un mezzo normale. Che ha pure posteggiato in uno stallo diverso. Chi era più vicino è riuscito a salire, gli altri (una cinquantina) sono rimasti a terra. La corriera successiva è partita alle 13. Quarantacinque minuti di attesa in stazione, per ragazzi in gran parte minorenni.
Una famiglia di Belluno, per evitare che il figlio tredicenne resti anche un’ora e mezza ad aspettare il bus per tornare a casa, va a prenderlo in macchina. Prendendosi permessi al lavoro ovviamente. Tante le criticità che vengono raccontate da questa famiglia: «Nelle prime due settimane di scuola la linea verde non arrivava alle 13.15 in stazione. Solo dopo una segnalazione a Dolomitibus e diverse giornate di attesa l’autobus è arrivato. Al mattino, invece, arriva sempre in ritardo di dieci minuti rispetto all’orario previsto, e i ragazzi rischiano di entrare a scuola in ritardo». C’è poi un problema di coincidenze, per cui i ragazzi che devono muoversi su più linee rischiano di attendere anche un’ora.
«Il problema è serio e molto grave, inutile girarci attorno», rimarca la vicesindaco di Gosaldo Cialdella. «Siamo molto arrabbiati, sia come genitori che come amministratori. Capiamo le difficoltà di Dolomitibus, capiamo la carenza di autisti, ma viene da chiedersi: perché non se ne trovano? Magari è stata fatta una politica dipendenti sbagliata? Magari l’impiego non è allettante, per diverse ragioni?».
Inoltre, prosegue Cialdella, «a settembre, al momento di pagare gli abbonamenti al servizio, nessuno aveva fatto cenno alle famiglie di simili difficoltà. Le hanno comunicate dopo, ad abbonamenti ormai fatti e pagati. Non è stato corretto da parte dell’azienda».
Cialdella mette anche sul tavolo una proposta per tamponare l’emergenza. «Se mancano autisti, perché non razionalizzare le corse rimodulando gli orari? Ad esempio, da Agordo parte una corriera alle 12.50 che arriva a Sagron Mis, e che viaggia spesso vuota. Quella delle 13.10 invece arriva a Gosaldo, ed è fra le corse che più spesso viene tagliata. Perché quella delle 12.50 non può essere spostata di una ventina di minuti? Non è meglio mettere un solo mezzo, con orari compatibili con le esigenze di ragazzi e lavoratori? Auspico che ci sia la reale volontà di risolvere il problema, anche da parte della provincia», conclude. «Sediamoci tutti attorno a un tavolo, i Comuni, specie quelli piccoli e di montagna, non devono essere lasciati soli. Capiamo se ci sono state inefficienze aziendali e troviamo una soluzione, perché così non si può andare avanti».