Monfalcone, tutti insieme a ripulire il Carso. E arriva il nuovo parco giochi
MONFALCONE Enorme polmone verde e un contenitore di storia, il Carso si avvicina ora al centro storico con l’apertura di un nuovo parco giochi nel giardino ai piedi della Rocca. Oltre la linea ferroviaria, che con la sua presenza trasforma anche la zona più vicina delle alture carsiche in un mondo a sé, da un lato limitandone la fruizione e dall’altro, forse, incentivandone una poco rispettosa del suo ambiente.
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La mattinata di ieri ha visto non a caso susseguirsi in rapida sequenza la presentazione ufficiale della nuova area giochi e l’avvio di una pulizia straordinaria della zona carsica ai piedi della Rocca, a ridosso di salita Mocenigo e in direzione dello Zochet. «Il parco giochi è stato creato, recuperando intanto le strutture che erano installate nel giardino Unicef accanto il duomo – ha spiegato il sindaco Anna Cisint –, per far venire qui i cittadini, eliminando quella separazione con l’area carsica che ancora viene percepita. Speriamo sia un’iniziativa utile anche a far comprendere il rispetto di quest’ambiente naturale e la storia della nostra città». L’amministrazione si attende, in sostanza, che l’area sia fruita soprattutto da mamme e bambini stranieri, come avveniva per parco giochi di piazza Unità, dove, in seguito ai lavori di riqualificazione, saranno collocati solo alcuni giochi, ma per i piccolissimi. Nella zona ai piedi della Rocca sono state invece riposizionate le due altalene, il castello, due giochi a molla che in prospettiva dovrebbero essere affiancati da nuove strutture, mentre sulla piattaforma in cemento, nata come piazzola per gli elicotteri, sono stati tracciati alcuni giochi di una volta, come il “campanon”.
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Se bambini e mamme della comunità bengalese non si sono visti ieri mattina, oltre una ventina di cittadini originari del Paese asiatico si sono presentati per partecipare alla pulizia del Carso, molto frequentato da giovani bengalesi.
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Accompagnata dai loro educatori, anche una decina di under 18, pakistani e afghani, accolti nel Centro per minori stranieri non accompagnati presente in via Timavo, al Lisert. All’iniziativa promossa dal Comune, presente con l’assessore Paolo Venni, che segue il settore della pulizia della città, l’assessore all’Ambiente Sabina Cauci e il vicesindaco Antonio Garritani, hanno aderito anche diversi ragazzi di Attic, volontari dell’Associazione ambientalista Rosmann e del North East Bike Center guidati da Lorenzo Orlando. I volontari della Protezione civile cittadina hanno fornito un supporto logistico all’attività.
«Il Carso è per tutti e allora dobbiamo curarlo e tenerlo pulito – ha detto il portavoce del Centro culturale islamico Baitus Salat di via Don Fanin, Rejaul Haq –. Per quanto ci riguarda siamo sempre pronti a partecipare e collaborare a iniziative a favore della città». Tra chi si è armato di guanti, pinze e sacchi anche Jahangir Sarkar, presente, come ha voluto precisare, non come consigliere comunale, ma come referente dell’Associazione genitori bengalesi.
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Lo sforzo congiunto ha permesso di recuperare diversi sacchi di bottiglie di plastica e lattine, raccolti in modo differenziato, così da poter essere inviati al riciclo, e di indifferenziato. Sono state raccolte, però, anche numerose bottiglie di vetro, pure separate dal resto per essere riciclate, e una serie di ingombranti: una panchina divelta è stata trovata nel boschetto soprastante il parcheggio oltre la ferrovia assieme a dei resti di grondaia. In altri punti sono stati recuperati inerti, una bicicletta e una batteria per automobili e individuato un materasso. La zona che ha restituito il numero maggiore di lattine, bottiglie, sacchetti di snack e patatine, oltre a decine di mozziconi di sigaretta, è rimasta quella forse più frequentata, poco distante dall’oasi felina dei Gati de Monfalcon di salita Mocenigo. Nella stessa area i volontari della Rosmann hanno trovato ieri mattina i resti di un falò, delle candeline per torta e degli occhiali fracassati, come se il loro ignoto proprietario fosse venuto alle mani con qualcuno.
Per limitare il fenomeno degli abbandoni e quello dell’accensione di fuochi, potenziali responsabili di incendi di vaste proporzioni, come quelli dell’estate 2022, l’amministrazione comunale intende puntare sull’informazione, ma non solo.
Il sindaco Anna Cisint ieri ha confermato l’impegno dell’ente a videosorvegliare tutte le otto “porte” del Carso monfalconese. La zona del parco giochi, oltre che quella della Rocca, lo sono già. «A tutela di chi le frequenta e dei beni che sono proprietà di tutti», ha aggiunto il sindaco, sottolineando come i responsabili di atti vandalici ai danni delle due zone siano stati individuati. Il Comune può ora utilizzare al pieno delle sue potenzialità per sorvegliare il Carso anche il drone di cui è dotato da tre anni, ma che ora ha ottenuto lo status di “aeromobile di Stato”, superando così i vincoli posti dalla vicinanza del Trieste Airport. Secondo quanto stabilito dalla normativa, il drone può essere pilotato dai cinque agenti dotati di brevetto, tra gli altri scopi, anche per “azioni di prevenzione, contrasto e repressione di illeciti in materia ambientale”.