Derubarono il rappresentante: salvati dalla riforma Cartabia
La riforma salva due pregiudicati. Il rappresentate di occhiali cadorino derubato in Campania proverà a fare appello, dopo che la riforma Cartabia ha provocato una sentenza di assoluzione per difetto di querela. Mancava la condizione di procedibilità, che prima dell’entrata in vigore non era necessaria. Si andava avanti d’ufficio.
I due erano accusati di furto e danneggiamento aggravati; avevano provocato un danno stimato sui 30 mila euro e l’hanno passata liscia. Il difensore di parte civile Giulia Munerin aspetta le motivazioni per potersi rivolgere alla Corte d’Appello. Non c’è alternativa.
Il viaggio d’affari a Nola, in provincia di Napoli, era finito malissimo per un cadorino. Quella mattina era uscito da un’hotel di Pompei per fare una prima visita e non si è accorto che qualcuno lo stava seguendo. Sulle strade campane c’è spesso un gran traffico, capita anche che sia rumoroso e tutt’altro che ordinato, sicché e non è facile individuare nello specchietto retrovisore una o più macchine sospette. I due presunti ladri hanno aspettato il momento giusto per colpire. Non l’hanno trovato durante questo viaggio ma non si sono persi d’animo. Il rappresentante aveva in agenda un incontro a Nola e ha parcheggiato all’esterno di un’ottica. Il tempo di entrare nel negozio e uscire per prendere il campionario che qualcuno gli ha sfondato il lunotto con un corpo contundente, ha ribaltato i sedili e si è impossessato di tutto quello che c’era, dandosi poi a una fuga precipitosa: cinquanta montature da vista e da sole prodotte da aziende bellunesi, che una volta messe sul mercato avrebbero fruttato tra i 60 e i 90 mila euro.
C’è stata una denuncia, non una querela, sulla base della quale la polizia giudiziaria ha avviato le indagini preliminari, acquisendo le immagini delle telecamere della videosorveglianza cittadina. Sono state prese in esame due macchine, che dopo i primi accertamenti risulteranno una di proprietà e l’altra presa a noleggio. I numeri di targa hanno portato ad altrettante persone con diversi precedenti penali alle spalle, che sono state deferite all’autorità giudiziaria e portate in tribunale.
Tutto inutile, una volta di fronte al giudice e al pubblico ministero. Sentenza di assoluzione chiesta ed emessa per difetto di querela.GIGI SOSSO