Old Wild West, vittoria con il brivido
Nardò non molla mai, tre, quattro, cinque volte riesce a tornare sotto, a 45 secondi e 11” dalla fine torna anche a meno tre, eppure alla fine l’Old Wild West dal Salento porta a casa la pelle. Senza l’americano Clark, sono un gigantesco capitan Monaldi con 20 punti e Da Ros con un tiro libero a chiudere una contesa durissima.
Finisce 84-79. Bene così, anche se coach Vertemati dovrà analizzare bene gli ultimi minuti di gara con i suoi che si sono fatti manguare il rassicurante vantaggio di 13 punti in pochi minuti.
Per per 37’ la sua squadra aveva dato prova di solidità. Non poca cosa.
Manca Clark, Vertematilancia Ikangi. Smith, eccolo il fenomeno, uno che ha vinto il titolo Ncaa negli Usa mica pincopalla, guida le danze. Nella palestrina di Lecce i due eroici tifosi del Settore D arrivati da Friuli vedono però la loro squadra partire male con i lunghi Stewart e Iannuzzi, solita bestia nera di Udine, on-fire: 9-0. Questione di intensità.
Bang! Dopo 4’ arriva il primo canestro del campionato dell’Apu, una tripla di Alibegovic. Sarà la volta buona? Sì, perchè Udine non si scompone, difende forte, costringe i due Usa di Nardò a fare falli. Firma il sorpasso. Piaciucchia. Fine primo quarto: 16-20. Gaspardo entra due volte ma non ingrana proprio e Nardò è sempre lì. Per costruire una trappola su Smith Vertemati ha impiegato una settimana, ma l’americano ha talento e tiene i suoi a contatto.
Senza Clark e con Ikangi desaparecido ci vorrebbe qualche minuto di qualità da Arletti, ma il ragazzo è all’esordio, ha biosgno di tempo per levarsi l’emozione. Allora esperienza e qualità la danno Da Ros, Monaldi (due triple), soprattutto Delia da sotto. Canestrini, rimbalzini, rimbalzoni per l’argentino. Metà partita: 30-34 Apu.
Che di sistema, di squadra, sbuffando, stringendo i denti, ben ancora lontana dai giri di motore perfetti, se la gioca. È una rivoluzione Copernicana rispetto alla scorsa stagione.
Nardò tira 1 su 8 da tre, merito della difesa di Udine? Purtroppo, però, capitan Monaldi&co cavalcano un record poco edificante: zero tiri liberi tentati in 20’. Qualche canestro dalla lunetta avrebbe fatto comodo. Si riparte e Alibegovic ci pensa subito, fallo sul tiro da tre. Anche Stewart è tossto nonostante la guardia del figlio di Teo, alla fine 17 punti. Vertemati gioca con la coppia Caroti-Monaldi. E il capitano dà un sussulto alla partita inventandosi una tripla da paura: +10, 37-47. È un solco. Importante.
Smith è per distacco il più forte realizzatorre del campionato: può essere limitato non annullato. E non è egoista. Udine l’ha limitato alla grande a 17 punti. Vero, anche Ikangi e Arletti danno minuti di qualità, ma, dopo aver guidato di 13 punti Udine, chiude avanti il terzo quarto (51-58) con una difesa non più ermetica. Insomma, è lunghissima. Perchè Nardò difende forte e vede le luci del treno Udine. È lì, meno 5. Contropiede di Arletti, che poi fa fare il quarto fallo a Smith e un canestrone nel finale, canestrino di Delia. Due triple di Monaldi, siluro di Caroti: tre, quattro cinque assalti salentini, l’ultimo a 11” dalla fine, respinti.
Finale a parte questa squadra è solida. In attesa di Gaspardo e del rientro di Clark il mondo Apu, coach, dirigenti e tifosi, può stare ben contento.