Udinese, Empoli è già stato un capolinea
UDINE. Esistono anche nel calcio i ricorsi storici? Andrea Sottil si augura proprio di no, che le coincidenze facciano parte del calendario, anche perché fondamentalmente si augura che l’Udinese sappia stavolta vincere a Empoli, non come successe nel novembre 2018 e nel dicembre di tre anni dopo, due sconfitte che segnarono il capolinea di altrettanti allenatori: prima lo spagnolo Julio Velazquez, poi Luca Gotti.
Inutile dire che le analogie finiscono con il teatro della sconfitta che costò il posto ai due, lo stadio Castellani che venerdì sera, alle 18.30, ospiterà anche la prossima sfida tra Empoli e Udinese.
Di comune resta infatti poi l’insoddisfazione per i risultati che con Velazquez portanono all’esonero dopo una sconfitta per 2-1 con tanto di rigore sbagliato dallo specialista Rodrigo De Paul contro l’allora empolese Ivan Provedel, il portiere goleador (in Champions) di Pordenone ora alla Lazio.
Dopo quella partita l’Udinese si ritrovò al 18º posto, con l’Empoli davanti in classifica, come potrebbe succedere – toccare ferro, per favore – venerdì notte.
Al posto di Velazquez arrivò Davide Nicola che poi fu a sua volta sollevato dall’incarco per le ultime 11 partite, quando Igor Tudor venne incaricato dell’operazione salvezza (per la seconda volta nel giro di due campionati), effettivamente centrata.
Il croato, ora libero dopo un anno al Marsiglia, fu a sua volta esonerato nel novembre successivo: al suo posto il vice Gotti che poi verrà sostituito nel 2021 dopo l’altra già citata sconfitta a Empoli.
Allora l’Udinese perse al Castellani per 3-1, pur essendo passata in vantaggio e, a dire il vero, la situazione in classifica era tutt’altro che drammatica, visto che passò il testimone a sua volta al proprio vice, Gabriele Cioffi, nome che circola ora come cavallo di ritorno dopo l’esperienza fallimentare a Verona, con cui è ancora sotto contratto.
Gotti salutò con il 14º posto in tasca. Ma i rapporti con la proprietà non erano più idilliaci. Questione di prospettive.
Quella gara ad Empoli Gotti la giocò con il 4-4-2, con Deulofeu esterno d’attacco a sinistra, mentre la difesa “a 3” è sempre stata un must nei piani alti della società.
La curiosità è che Velazquez salutò dopo Empoli nonostante si fosse riconvertito nel corso delle giornate al classico 3-5-2, dopo aver provato a lungo la difesa “a 4”, senza grandi risultati. Come dire, la tattica conta fino a un certo punto. Contano più che altro le sensazioni dei Pozzo.
Lo sa bene anche lo stesso Sottil che ha vissuto un momento difficile, seppur non “drammatico” proprio a Empoli, nella stagione passata, dopo una partenza sparata i bianconeri.
Tra il 22 gennaio (successo in casa Samp) e lo scorso 11 marzo non ne vinse neppure una: si sbloccò proprio al Castellani con un gol di Becao.