La “Seconda vita” del pinot un rosso che vuole stupire
Una seconda opportunità “in rosso” per lo storico vigneto di Pinot Nero utilizzato finora per lo spumante Blanc de Noirs. Da questa idea è nato “Seconda Vita”, il nuovo Pinot Nero vinificato in rosso prodotto dalla Cantina Scuropasso di Pietra de’ Giorgi della famiglia Marazzi: una delle più importanti realtà spumantistiche del territorio, basti citare la linea di bollicine con il marchio Roccapietra, che si è distinta però anche nella produzione di rossi importanti (come il Buttafuoco Storico “Pianlong”) e ora debutta con questo Pinot Nero in rosso.
vigna storica
«Si tratta di una vigna storica della nostra azienda, piantata negli anni Ottanta, che è stata protagonista per diverso tempo del nostro Blanc de Noirs – spiega Flavia Marazzi, enologa, quarta generazione alla guida dell’azienda, titolare con il padre Fabio -. Era una delle quattro vigne che lo componeva, ma ora, a causa del cambiamento climatico, per noi l’uva di quella vigna non aveva più le caratteristiche per l’identità che noi ricerchiamo nel Blanc de Noirs. Così, diversi anni fa abbiamo iniziato a pensare di vinificare questa vigna in rosso. C’è voluto un po’ di tempo per capire come fare e quale fosse la vinificazione più corretta per esprimere al meglio, in modo sincero, quella vigna. La prima annata, quella prodotta nel 2022, non ci ha particolarmente convinti, non la reputavamo ancora idonea per uscire in commercio. L'abbiamo trovata con l'annata 2023, di un 50% vinificato con il raspo e 50% senza, tutto in vasca di cemento fino alla fine di giugno. Poi è andato in bottiglia ed è uscito tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, quindi aveva riposato abbondanti sei mesi in bottiglia».
un prodotto bio
I vitigno di Pinot Nero si trova nel Comune di Pietra de’ Giorgi, a 250 metri di altitudine con esposizione a sud. L’impianto è del 1983 e ha una densità di 4.000 ceppi/ettaro, con una resa di circa 80 quintali per ettaro.
La gestione agronomica è nel rigoroso rispetto dell'agricoltura biologica con particolare attenzione all'ambiente. Le uve vengono raccolte a mano in cassette da 20 kg, solitamente nella prima settimana di settembre. La vinificazione è fatta per il 50% senza diraspatura e il restante 50% con una pigiadiraspatura soffice. La fermentazione alcolica avviene in vasche di cemento con lieviti indigeni. La macerazione sulle bucce si protrae per circa dieci giorni. Viene elevato in vasca di cemento per otto mesi e affinato in bottiglia per almeno sei mesi. Un’ulteriore dimostrazione della versatilità del vitigno Pinot Nero che nelle zone più vocate dell’Oltrepo Pavese può davvero esprimere le sue potenzialità in tante declinazioni. —
Oliviero Maggi