La Liberazione a Caluso diventa festa grande: un mese di eventi
CALUSO. Per l’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo Caluso, che visse un eccidio di partigiani ed antifascisti, si trasforma in un grande palcoscenico per rivivere quegli anni e per non dimenticare.
Al centro della scena la sezione Anpi “staffetta partigiana” di Caluso che ha organizzato una serie di attività, rivolte sia agli studenti che a tutti i cittadini. Delle scenografie si occupano gli studenti dell’istituto per l’agricoltura e l’ambiente Carlo Ubertini che creeranno un percorso tra i luoghi della “città del vino”, legati alla lotta resistenziale.
Gli studenti hanno utilizzato anche i Qrcode affissi nelle targhette storiche che ricordano il sacrificio di giovani partigiani. In fase di allestimento ci sono due interessanti mostre: una nella scuola media Guido Gozzano, dal titolo “La Resistenza dal vero: dalla storia alla memoria e dalla memoria alla storia”. L’altra al liceo Piero Martinetti dedicata a Dante Strona, poeta della memoria, della Resistenza, del paesaggio, che si legano ad incontri laboratoriali con le classi delle scuole medie, sulla poesia e sul romanzo storico incentrato sulla Resistenza, che anticipa il neorealismo. E quindi con un’attenzione particolare a Beppe Fenoglio, Carlo Cassola e Cesare Pavese.
In programma anche attività teatrali curate da Davide Motto. Il progetto si concluderà il 16 aprile con la condivisione collegiale delle riflessioni degli alunni sul tema della “guerra”. Parallelamente è stato approfondito il tema della “scelta”, a cura di Marilena Pedrotti, già docente di storia e letteratura e presidente dell’Anpi di Caluso. Per la cittadinanza sono stati organizzate due presentazioni di libri: il 26 aprile nell’Enoteca l’autrice Maria Paola Capra farà conoscere una delle sue fatiche letterarie: “Staffette partigiane-il passaggio del testimone”.
Sabato 17 maggio ritorna Marilena Pedrotti che nella sala Magaton presenta il suo volume di poesie sulla Resistenza. ll 24 aprile il progetto si sposta a Montalenghe: qui si terrà la presentazione del romanzo storico “Geni, il Ribelle, uno dei Calvi”, organizzato dall’associazione “Farfalibro” di Orio, in collaborazione con i Comuni di Barone, Orio e Montalenghe. Nel mese di giugno si svolgeranno letture di passi tratti dal romanzo nella biblioteca di Caluso. Sono otto le targhette dotate di QR davanti le lapidi che ricordano il sacrificio di altrettanti partigiani Calusiesi caduti durante la Resistenza. «La nostra iniziativa – ricorda Pedrotti – le ha salvate dall’oblio».
In stand– by resta la riqualificazione della lapide che in via Roma ricorda l’eccidio di Caluso: era il 7 aprile del 1944. Fu un atto di rappresaglia compiuto dai soldati del XI Battaglione Milizia armata ai danni di detenuti antifascisti. In seguito all’uccisione di alcuni fascisti sulla strada di San Giusto Canavese, il comando tedesco operante a Caluso, ordina una rappresaglia. Il 7 aprile 1944 dalle Carceri delle Nuove di Torino vengono prelevati diciotto partigiani e sospetti antifascisti.
Durante il tragitto due riescono a fuggire, mentre gli altri sedici vengono schierati sulla piazza per parecchie ore mentre la popolazione assiste all’evento; poi nel pomeriggio, i 16 prigionieri sono fucilati dai fascisti dell’XI Battaglione Milizia armata. Un giovane, il partigiano Giovanni «Oscar» Borca, già scampato all’eccidio del Pian del Lot, riesce a sopravvivere, colpito da una pallottola che gli sfiora il cranio facendogli perdere i sensi e venendo creduto morto. Racconterà che il plotone d’esecuzione era composto da fascisti ubriachi. Il bilancio finale è di 15 fucilati. Appena il plotone di fascisti si allontanò, la popolazione si accinse all’opera pietosa di comporre le salme per dar loro sepoltura, rinvenendo fra i cadaveri anche il corpo del partigiano ferito che verrà portato in salvo. Lydia Massia