Agliè in gara per il Borgo dei borghi: «Votateci, vince tutto il Piemonte»
AGLIÈ. Ultimi giorni per votare Agliè Borgo dei borghi, il contest della Rai che, attraverso il voto dei telespettatori, determina una classifica dei borghi più belli d’Italia. Agliè rappresenta il Piemonte. Poco meno di 2.600 abitanti, un castello ducale del circuito delle residenze sabaude, diversi monumenti di interesse storico culturali, colline e sentieri per chi ama la natura, il paese si sta preparando da mesi e in queste ultime settimane tutti si stanno impegnando per far conoscere l’iniziativa chiedendo alle persone di impiegare qualche minuto del proprio tempo per votare. Lo slogan che compare in volantini, social, video ed eventi promozionali è uno solo: “Un voto per Agliè, una vittoria per il Piemonte”.
UN PERCORSO LUNGO
Marco Succio, da 11 anni sindaco e da pochi mesi anche presidente del Gal, è entusiasta. Da sempre lavora per la valorizzazione del territorio in un’ottica di sistema e, in queste settimane, Agliè sta ricevendo consensi e aiuti da tutto il Canavese: «Per noi questa esperienza è importante – dice –: perché è andata a coronare un lavoro che portiamo avanti da anni attraverso progetti comuni di creazione di una reputazione turistica del Canavese, che ha grandi potenzialità». Agliè è stato scelto direttamente dalla Rai: «È stata una piacevolissima sorpresa quando, nell’estate scorsa, avevo ricevuto una telefonata in cui mi comunicavano che Agliè sarebbe stato scelto come unico rappresentante del Piemonte per l'edizione 2025 del Borgo dei borghi – racconta Succio –. È stata una sorpresa alla quale non si poteva assolutamente dire di no. Ci abbiamo creduto subito con impegno. E, devo dire, che abbiamo trovato ovunque grandissimo appoggio, un’azione corale che si sta veramente facendo sentire».
VOTATE TUTTI
E adesso, a pochi giorni dalla conclusione del voto, il sogno di vedere Agliè borgo più bello d’Italia accomuna tutti e spinge ancora di più a promuovere le modalità di voto anche attraverso eventi come, ad esempio, quello di domenica prossima, Arte nelle mani, con le infiorate e spazio a laboratori e artigiani: «Ormai manca pochissimo, sarebbe davvero bello se fossimo noi a vincere».
L’invito a votare è di tutti, dal presidente della giunta regionale Alberto Cirio al consiglio regionale fino a Città metropolitana, passando per associazioni, enti e comuni, Ivrea compresa. «Sostenere Agliè – dice il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore – equivale a promuovere il Canavese come un unicum di storia, natura ed enogastronomia. La partecipazione al concorso porterà un flusso di visitatori attratti dalla bellezza di Agliè, che avranno l'opportunità di scoprire anche le altre meraviglie del Canavese. Ciò non solo favorirà l'economia locale, ma contribuirà anche a creare un'immagine unitaria e positiva del territorio a livello nazionale e internazionale».
Lo sviluppo di Agliè negli ultimi anni si è concentrato molto sul turismo. Lo spiega lo stesso Succio: «Agliè è figlio di un periodo di ricchezza industriale. Questa zona, come un po’ in tutto il Canavese, ha prosperato grazie a Olivetti e a molte aziende col legate all'indotto Fiat. Turismo, cultura e tempo libero erano considerate sicuramente piacevoli, ma non capaci di generare economia. Oggi sono cambiate le condizioni e l'intero territorio sta acquisendo consapevolezza sulla necessità di ripartire da qualcosa di diverso, dalle nostre radici e dalla nostra storia».
DIECI ANNI DI LAVORO
I risultati sono incoraggianti. Succio ci ha creduto fin dall’inizio: «Quando sono diventato sindaco, in sinergia con i Comuni circostanti abbiamo pensato a progetti che potessero creare un brand territoriale serio e riconoscibile. È così che nel 2015 è nato Tre terre canavesane con San Giorgio Canavese e Castellamonte. Nello stesso anno è nato anche Morena ovest, con la volontà di andare a sviluppare due facce della stessa medaglia. Con Tre terre canavesane abbiamo cercato di lavorare su eventi e cultura, con Morena Ovest sulle attività outdoor, sviluppando e promuovendo tutti i nostri percorsi escursionistici».