Pavone, i Ricetti medievali guardano al modello Balmetti: c’è il Piano
PAVONE CANAVESE. «Per vent’anni nessuno si è più mosso concretamente per un recupero e una valorizzazione dei ricetti di Pavone. La nostra amministrazione ora almeno ci prova». Parole pronunciate dall’assessore alla Cultura Piero Aprile durante l’ultima seduta di consiglio comunale, in risposta a un’interrogazione del gruppo di minoranza Uniti per Pavone che chiedeva lumi in merito a un primo incontro, svoltosi cinque mesi fa con i proprietari dei ricetti. Obiettivo dichiarato, la promozione di un Piano di riqualificazione e di recupero della parte storica dei ricetti con il duplice effetto di sviluppo turistico ed economico attraverso l’apertura di attività commerciali, quali enoteche, caffè librerie, wine bar, ristoranti, un ostello e un workshop. Il modello è quello dei Balmetti di Borgofranco d’Ivrea. Per attuare il piano il Comune ha tirato fuori dal cassetto uno studio realizzato dal Politecnico di Torino nel 2011, partito da un censimento dei beni culturali e architettonici di Pavone fatto nel 2001. Lo studio aveva portato all’ipotesi di alcuni interventi di ristrutturazione. Ma solo una dozzina di ricetti è stata ristrutturata nel tempo ricavando spazi abitativi, tuttora utilizzati per una dozzina di famiglie. Molte le antiche abitazioni tipiche del Medioevo, ancora tutte protette a serramenti e coperte a tetti che possono essere valorizzati. Altri locali invece sono in stato di degrado della parte muraria. Sperando di poter attingere a finanziamenti regionali, l’esecutivo del sindaco Endro Bevolo nell’arco di questi ultimi cinque mesi ha svolto svariate attività poi raccolte in un documento consultabile sul sito del Comune. In primo luogo sono stati digitalizzati i progetti del Politecnico, poi sono state associate le particelle catastali, effettuati rilievi fotografici dei singoli immobili consentendo una valutazione del loro stato, individuate dodici aree potenzialmente edificabili, realizzato un kit documentale che può essere condiviso in occasione di incontri con i proprietari dei ricetti e con eventuali investitori. Infine è stata emessa un’ordinanza che richiede un intervento su un immobile pericolante. Tra i propositi dell’amministrazione anche il miglioramento dell’arredo urbano nella zona dello storico borgo. In realtà il ricetto è uno solo, ma la storia li ha tramandati come “li recetti” e nella variante dialettale dei “ruset”. Gli antichi ricetti, che riportano indietro le lancette dell’orologio al Medioevo di Pavone, si sviluppano intorno al castello lungo un percorso di circa un chilometro ancora percorribile. Percorso che fino a qualche anno fa veniva vissuto durante la manifestazione delle Ferie medievali. Anche nei ricetti si ricreavano delle ambientazioni tipiche del Medioevo capace di offrire suggestioni davvero uniche. lydia massia