Disastro di Caluso, Oberhofer assolto: crolla l’accusa di organizzatore del trasporto
CALUSO. Crolla l’idea di Wolfgang Oberhofer come «organizzatore» e «dominus» del trasporto eccezionale che ha causato il disastro di Caluso. In attesa delle motivazioni della sentenza, che saranno depositate tra 90 giorni dal collegio presieduto dalla giudice Melania Cafiero (a latere Lucrezia Natta ed Edoardo Scanavino), l’assoluzione dell’imprenditore austriaco per non aver commesso il fatto, ci dice questo. Condanna a due anni, invece per l’autista Darius Zujis, difeso dall’avvocato Alfred Gschnitzer, che ha potuto scegliere il rito abbreviato all’esito della fase dibattimentale del processo, a oltre sei anni dall’incidente, approfittando della modifica dell’imputazione per Oberhofer. Il rito abbreviato è pensato per far risparmiare alla giustizia proprio la fase dibattimentale e snellire i tempi del giudizio (e, per questo, prevede lo sconto di un terzo della pena).
«Una società di intermediazione»
Le argomentazioni degli avvocati di Oberhofer, Fabrizio Francia, e Carlo Bertacchi hanno convinto i giudici.
«La Transport logistic è una società di intermediazione - aveva spiegato l’avvocato Francia -, come ci hanno spiegato i testimoni: spacchetta il viaggio e trova chi possa fare il trasporto, la scorta, ogni pezzo di cui c’è bisogno. Oberhofer non è un deus ex machina».
Il pm Ludovico Bosso aveva invece sostenuto che l’imprenditore austriaco fosse l’organizzatore del trasporto e aveva motivato così: «La Transport logistica, però - spiega ancora Bosso -, individua la scorta, la Transport logistica affitta uno dei due rimorchi alla Uab, poi la Translog chiede le autorizzazioni. Inoltre a differenza della tesi che emerge dai testimoni della difesa, secondo cui Oberhofer nulla c’entra con l’individuazione del percorso, lui durante l’interrogatorio disse chiaramente di aver parlato con Meier per il sopralluogo».
La procuratrice capo di Ivrea, però, non si arrende: «Attendiamo le motivazioni della sentenza per valutare se proporre ricorso in appello». D’altronde, come ricorda Maria Antonietta Nardella, che rappresenta la parte civile Maria Antonietta Madau, sorella di Roberto, il macchinista deceduto nell’incidente «sono stati condannati quattro imputati su cinque, fino ad ora. Se, però, mi chiede se sono soddisfatta, devo dire di no».
Smontata la “galassia” societaria
La posizione di Oberhofer, infatti, era diventata il centro nevralgico del processo. Il trasporto eccezionale aveva avuto origine dal contratto tra un’azienda tedesca e la Trasport logistica, società austriaca amministrata dallo stesso Oberhofer. Aveva poi individuato il trasportatore, Uab Tlb (a cui aveva affittato uno dei due rimorchi) e la scorta, Convoy team. La Translog (oggi Arena Heavy), società italiana amministrata da Oberhofer, si era occupata della richiesta della autorizzazioni, che sarebbe dovuta valere per un solo mezzo e non per due, come invece accaduto. Il sopralluogo stradale era invece stato commissionato da una ditta tedesca, la Transport Logistica Alpimar, che non è amministrata da Oberhofer, ma in cui ha una partecipazione. Gli avvocati dell’imprenditore austriaco, tra le altre cose, hanno sostenuto che Oberhofer non potesse avere una posizione di garanzia, sul tracciato, perché non poteva, in sostanza, impedire l’evento.
A mettere Oberhofer al centro dell’attenzione erano stati gli avvocati dell’Ufficio centrale italiano (Uci), Piera De Santis e Aldo Ghezzo, che interviene quando c’è un veicolo straniero coinvolto in un incidente. Avevano prodotto la stampa del sito di Trasport Logistica, dove Oberhofer, dove Oberhofer risultava come Ceo, e dove poi risultavano come sedi: Trasport logistica Gmbh (Austria), Translog Kg (Italia), Transport Logistica Alpimar (Germania, non amministrata però daOberhofer). In passato, però, un’altra società sarebbe figurata in questa lista: la Uab-Tlb di Vilnius. In cui in passato Oberhofer ha avuto delle partecipazioni, ma non all’epoca dell’incidente. Una costruzione che in un certo senso l’accusa aveva sposato, ma che almeno in primo grado è crollata davanti alle argomentazioni difensive.
Le altre pene comminate
L’attuale amministratore della Uab-Tlb, Dregva Dangis, ha patteggiato una pena di tre anni. Avevano usufruito del giudizio abbreviato anche i due membri della scorta tecnica del trasporto eccezionale: Zebedia Mosconi, condannato a due anni, e Gabriele Bottini, condannato a un anno e 10 mesi. Entrambi però hanno fatto ricorso in appello: presto la Corte di Torino dovrà pronunciarsi.