Catasta di rami ammassata contro il ponte tra Arena Po e Spessa
Arena Po. Allarme per l’aumento della catasta di rami e legna ammassata contro uno dei piloni del ponte De Gasperi, tra Arena Po e Spessa. La straordinaria piena del Po dei giorni scorsi, infatti, ha accumulato ancora più materiale sulla catasta, che in alcuni momenti è quasi arrivata a livello della sede stradale. L’impatto è stato visibile soprattutto dopo il passaggio della piena, quando il livello dell’acqua è iniziato a scendere ed è comparso quell’enorme ammasso di legna e ramaglie, portate dalla corrente del Po, che si è ulteriormente ingrossando, formando una vera e propria “isola” contro uno dei piloni del ponte. A documentare gli ultimi sviluppi della catasta è stato Marco Destro, titolare del ristorante “L’Avamposto sul fiume” di Portalbera, che si trova di fronte al ponte di Spessa. A causa della piena, che ha allagato le aree golenali, il ristorante è rimasto chiuso alcuni giorni per inaccessibilità; inoltre, Destro, che organizza giornate di navigazione sul fiume tra l’Oltrepo e Pavia, ha dovuto sostituire la passerella che porta all’imbarcadero, che era stata danneggiata dalla forza del fiume. La presenza della catasta di legna, oltre a creare un pericoloso attrito contro il pilastro del viadotto, rischia di fare da tappo e da ostruzione in caso di una nuova piena del fiume. Ma l’intervento di rimozione delle ramaglie può essere effettuato solo dagli organi competenti, altrimenti si rischia una denuncia penale.
Della questione si sta interessando anche il sindaco di Portalbera, Maurizio Gramegna, che ieri ha effettuato un sopralluogo per fare qualche fotografia, da inoltrare ad Aipo, l’autorità di bacino. «La catasta è cresciuta a dismisura dopo l’ultima piena – sottolinea il primo cittadino del paese rivierasco -. Se questa isola dovesse staccarsi ed essere trascinata dalla corrente fino alla diga di isola Serafini le conseguenze potrebbero essere disastrose. Prenderò subito contatti con Aipo, confidando nella collaborazione che si è instaurata per il progetto di allargamento della riserva Unesco “Po Grande” anche a questa zona del fiume».