Sparone, i residenti di tre frazioni chiedono una via alternativa per superare il lungo cantiere
SPARONE. Per i residenti delle frazioni Frachiamo e Moie di Sparone e Piancerese di Pont Canavese, una quindicina di persone che vi vivono stabilmente tutto l’anno, la situazione è insostenibile: in maniera compatta chiedono che vengano ampliati i margini di tempo per spostarsi da casa a valle e viceversa, perché ad oggi a dare il tempo alle attività è il cantiere Smat che si occupa di portare una condotta fino alla vasca dell’acquedotto di Sparone, affinché in caso di fabbisogno il paese non resti all’asciutto. Se per i cittadini la questione è impellente, per le istituzioni al momento la pazienza è ciò che maggiormente serve, perché più si allungano le tempistiche per i lavori più a lungo dureranno i disagi e l’unica via alternativa secondo i cittadini pare essere a rischio frane.
La protesta dei residenti
«Dover aspettare i momenti di apertura, in alcuni casi soltanto 15 minuti, per poter tornare a casa o per poter svolgere le proprie attività è snervante – raccontano i residenti delle tre frazioni –. C’è anche chi lavora, come un allevatore con 40 mucche, e non riesce a passare con il trattore quando ne avrebbe bisogno. Chiediamo che si trovi una soluzione alternativa, almeno per i residenti, oppure che si apra la variante creata dopo l’inaugurazione del ponte in ferro».
Questa situazione si trascina da un mese e mezzo, per la precisione dal 27 marzo, su via Ribordone dall’incrocio con via Olivetti: «C’è una strada che sarebbe percorribile, ma al momento vi sono pietre e detriti dovuti al maltempo – continuano –. Abbiamo chiesto in Comune a Sparone di aprirla per migliorare la viabilità, proponendo anche di aiutare a ripulirla, ma a quanto pare nemmeno questa strada è praticabile. Dispiace che i cittadini vengano lasciati in difficoltà. Tra noi c’è anche un’ultracentenaria e con l’attuale viabilità anche il rischio per la salute è alto. Siamo disposti ad aspettare, ma chiediamo che si faccia qualcosa per migliorare la situazione e andare incontro ai cittadini, perché si prospettano almeno altri venti giorni così e noi stiamo vivendo quasi isolati».
La replica del Comune
La sindaca Anna Bonino è a conoscenza delle difficoltà dei residenti ed è al lavoro con Città metropolitana per trovare una soluzione: «Abbiamo chiesto di effettuare un sopralluogo per cercare una strada alternativa, ma al momento la variante suggerita dai cittadini non sembra praticabile perché soggetta a rischio frane. Ci siamo anche offerti, come Comune, di collaborare allo sgombero e al ripristino di questa variante, ma siamo in attesa della conferma ufficiale in merito al fatto che non sia percorribile. Inoltre, stiamo cercando di capire se il cantiere, nel punto in cui si trova ora, possa consentire il passaggio delle auto dei residenti. In qualsiasi caso va considerato il fatto che se i tempi dei lavori si dilatano anche i disagi dureranno più a lungo».
Il Comune ribadisce anche di comprendere il disagio dei residenti delle tre frazioni e invita alla pazienza e al buon senso: «Ci scusiamo e capiamo il disagio – continua la sindaca –. Si tratta, però, di un cantiere importante per il paese: non è il maxi acquedotto in questo caso, ma una condotta che porta alla vasca di ricarica a monte, che serve da riserva in caso di fabbisogno idrico. È un lavoro importante per tutta la comunità. Chiediamo, perciò, di comprendere la situazione mentre siamo in trattativa con Città metropolitana per migliorare la viabilità».
Bonino spiega anche che in caso di emergenza i lavori si interrompono immediatamente per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso: «I casi di emergenza hanno sempre la priorità e il cantiere ha l’obbligo di garantire il transito dei soccorsi, che si tratti del 118 o di un veterinario chiamato ad assistere gli animali». Nella serata di ieri, venerdì 9 maggio, dove il Comune ha spiegato che era forse possibile consentire il passaggio, alcune auto sono riuscite a transitare al di fuori dei tempi stabiliti dagli addetti ai lavori, ma si attendono le prossime misure messe in campo dalle istituzioni.