Vecchia stazione da rigenerare: su 130 mq la porta per il sito Unesco
Ivrea
Chiusa con Rfi la partita delle compensazioni e del canone per l’occupazione del suolo pubblico legata ai cantieri dell’elettrificazione, quella che giungerà al dunque dopo l’estate è la richiesta del Comune di Ivrea di avere in gestione gli spazi dismessi della vecchia stazione ferroviaria per sistemarli e poterli riaprire con nuovi servizi. In comodato d’uso gratuito o in locazione calmierata sulla base della tipologia di attività che saranno inserite. Parliamo dei locali in disuso tra corso Nigra e la banchina del primo binario, 130 mq dall’ex edicola-tabaccheria alla biglietteria di un tempo, che si sviluppano in sequenza accanto alla sala d’aspetto recentemente riaperta da Rfi dopo i lavori di ristrutturazione partiti in febbraio.
Le idee al vaglio ruotano attorno alla mobilità e al turismo, con focus sull’accoglienza e particolare attenzione alla posizione cruciale della stazione, in quanto porta di accesso al sito Unesco. Il che andrebbe finalmente a offrire un’alternativa ai tanti visitatori che nel fine settimana approdano nella città di Olivetti e non trovano nulla per ristorarsi nei paraggi, a parte il bar della stazione. L’assessore Francesco Comotto, che segue la questione con il sindaco Matteo Chiantore, inquadra la logica di fondo che dà traccia alle ipotesi allo studio sulle varie destinazioni possibili. «Nel Piano di mobilità che stiamo elaborando e che sarà presentato a settembre nella settimana della Mobilità sostenibile – dice – il nodo stazione-Movicentro è considerato centrale, perché quello nelle nostre intenzioni dovrà diventare un hub per tutta la mobilità. Per intenderci, assolvere alla funzione che teoricamente avrebbe dovuto svolgere il Movicentro quando venne creato. Per cui, in accordo con Rfi e la società immobiliare che gestisce i beni delle Ferrovie dello Stato, l'idea è di utilizzare alcuni locali, e faccio alcuni esempi, per il rimessaggio delle biciclette, la ricarica delle e-bike, le colonnine elettriche o per la ristorazione. Insomma, vorremmo farne punto di accoglienza come porta di ingresso a tutta l'area Unesco, un primo tassello per riqualificare tutta quell'area e anche per dare un'identità molto forte, appunto, all’Ivrea dell’Unesco».
Facendo il punto, interviene il sindaco Matteo Chiantore, «riguardo le compensazioni, con Rfi abbiamo formalizzato quello che si era concordato un tempo, cioè quel milione e sette finalizzato alla ristrutturazione dell’ex Valcalcino e al consolidamento del Lungodora. Poi c’è un intervento anche in favore dei commercianti sotto forma di mezz'ora gentile di parcheggio per le aree interessate dai cantieri del Pnrr, e saremo rimborsati per i soldi spesi per la segnaletica orizzontale».
La questione della vecchia stazione in comodato al Comune era stata annunciata a inizio anno. Ora entra nel vivo. «L’idea sarebbe di collocarvi dei servizi che anzitutto fungano da presidio; a titolo di esempio dico Torino turismo provincia, un noleggio e- bike o servizi comunque legati al viaggiatore, toilette, uno spazio Polfer o uno spazio dedicato a servizi di videosorveglianza fruiti in comune dalle forze dell'ordine. L’intero blocco andrà comunque ristrutturato, con Rfi stiamo ragionando sui modi e i tempi».
Intanto, in tema di sicurezza, il 31 luglio scadrà la zona rossa di cui la stazione è epicentro da tre mesi. Nei prossimi giorni la prefettura farà sapere se opterà per la proroga, come a Torino, o riterrà sufficienti i servizi potenziati nelle aree in cui si sono spostati i balordi, come il lago Sirio, via Sant’Ulderico e piazzale del Mercato (supermercati inclusi).