L’Italia attraversata dai cammini per Gaza: la scintilla nasce da Oropa e da Ivrea
IVREA. La rete dei camminatori italiani è stata già contagiata dall’idea di marciare per Gaza, di marciare per la pace. Galeotta fu la mailing list dell’associazione Movimento Lento, con base a Roppolo, da cui è nato il Cammino di Oropa, che ha diffuso l’iniziativa ben oltre i confini locali. «Tre minuti dopo l’invio mi ha contattato Luca Gianotti, che è un’autorità per chi cammina in Italia ed è il creatore del Cammino dei briganti in Abruzzo, dicendomi che avrebbe avuto piacere di replicare l’iniziativa. Dice di aver chiesto alle guide delle sue associazioni di realizzarli nelle loro regioni. E poi ci ha contattati il Cammino della pace e sappiamo anche di tante camminate di un giorno, che si stanno organizzando», ha spiegato Alberto Conte, presidente dell’associazione e creatore degli itinerari dei cammini di Oropa. «L’iniziativa non è partita da noi - tiene a precisare -, ma abbiamo aderito con convinzione. E certo, c’è un po’ di orgoglio nel fatto che il nostro sia stato il primo cammino».
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Ivrea si è impegnata fortemente nel progetto: la vice sindaca Patrizia Dal Santo ha partecipato in prima persona e la città ha concesso il patronicinio per prima. Non solo Ivrea, però, perché una forte spinta è arrivata dalle associazioni biellesi. Mostrando che, forse, è possibile vedere la Serra come un punto d’incontro e non come un confine invalicabile.
La “Local march for Gaza” si è tenuta dal 10 al 14 luglio sul Cammino di Oropa, svolto al contrario: da Oropa a Santhià e poi via fino a Milano in treno a far protocollare le 509 firme alla prefettura. «Firme autografe - precisa Nazarena Lanza di Slow Food Travel Montagne Biellesi e Biella Città Arcipelago, tra le prime firmatarie della petizione -, raccolte incontrando le persone, parlandoci lungo il cammino. L’idea ora è di stabilire una data in cui portare tutte le firme autografe raccolte a Roma, magari in autunno».
Intanto il Cammino dei Briganti ha già ufficializzato la data della sua local march: si farà dal 24 al 27 agosto. Sul sito internet “Localmarchforgaza.it” è possibile consultare un vademecum per organizzare il proprio cammino coordinandosi con l’iniziativa.
Tutti coloro che hanno partecipato alla marcia, prima o poi, pronunciano la parola «incontro» per descriverla. Anche Nevio Perna, socio storico del circolo Dora Baltea di Legambiente. «Io mi sono unito dal santuario di Graglia perché tornavo dal Giappone - racconta -, ma in tutti i 14 paesi in cui ci siamo fermati le persone erano molto interessate. A Donato addirittura ci ha accolto la banda e ci hanno preparato un pranzo in piazza, è stato un bel momento. La speranza è di poter cambiare questa cosa assurda che sta succedendo. Gaza è una tragedia enorme, ma il tema della guerra ci accompagnerà ancora a lungo».
Patrizia Dal Santo, vice sindaca di Ivrea, si è unita al gruppo a Torrazzo e ora sta pensando a una serie di marce di un giorno sul territorio per raccogliere firme. «Lo strumento del cammino - spiega - è umile, semplice, adatto a tutti. Ci richiama alla nostra umanità. È un metodo così disarmato che chiunque ti apre la porta. E così è possibile scoprire che anche nei posti più piccoli le persone sono sensibili al tema ed è possibile fare anche contro informazione: abbiamo letto i testi di Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati».
I progetti sul Cammino di Oropa, però, non finiscono qui. «Stiamo studiando - spiega Conte - dei laboratori di pace sul cammino, con azioni concrete, coinvolgendo artisti come Michelangelo Pistoletto, che è candidato al Nobel per la Pace 2025 per il concetto di pace preventiva, e Paolo Naldini. Vogliamo lavorare costantemente per diffondere la cultura della pace, essere parte attiva in questo processo».