Segregato in casa dall’ex con tre complici: dal conto presi centinaia di migliaia di euro
Vigevano. Quattro denunce per aver segregato un uomo di 42 anni con problemi di salute mentale nella sua villa per quattro anni. La terribile vicenda è stata scoperta nel novembre dello scorso anni, ma i provvedimenti giudiziari sono stati notificati nei giorni scorsi.
Un giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pavia ha anche disposto il divieto di avvicinamento al 42enne e il controllo continuo con l’applicazione del braccialetto elettronico. I presunti responsabili sono l’ex convivente della vittima con l’attuale compagno e i genitori della donna. Sono accusati di sequestro di persona in stato di abbandono, circonvenzione di incapace e truffa aggravata.
Divieto di avvicinamento
Sulla recinzione della villa (siamo nella zona del palazzetto dello sport) una striscia di filo spinato che non gli permetteva di scavalcare, il cibo era razionato e mancava l’ acqua calda anche nei mesi invernali. È stato sequestrato in casa per circa quattro anni sino a quando i vicini non hanno chiesto l’intervento del 118 e della polizia. L’obiettivo dei denunciati, tra cui c’è anche l’ex convivente della vittima, era di origine economica. Negli ultimi mesi sembra siano stati sottratti alcune centinaia di migliaia di euro dai conti da un uomo che ha vissuto in uno stato di abbandono all’interno di un’abitazione nel degrado.
Una storia terribile che, solo per miracolo, non ha causato la morte del sequestrato. La storia è iniziata nel mese di novembre dello scorso anno quando in commissariato era arrivata la segnalazione di una persona che lanciava continuamente oggetti all’interno delle proprietà dei vicini. Una volante è stata inviata nel posto indicato per eseguire le indagini preliminari. Ed in effetti gli agenti hanno scoperto l’esistenza di un uomo solo in stato confusionale e di abbandono. Quando ha visto i poliziotti entrare in cortile ha urlato: «Aiuto, aiuto, fatemi uscire. Mi tengono prigioniero». Probabilmente lanciava gli oggetti contro i vicini per attirare la loro attenzione. Gli agenti hanno eseguito un sopralluogo all’interno della villa e si sono resi conto che quell’uomo viveva in condizioni decisamente precarie e senza aiuti. I suoi «carcerieri» infatti gli portavano il cibo solo una o due volte la settimana e non gli permettevano di uscire. Approfittavano delle sue precarie condizioni psichiche per avere la sua fiducia nonostante lo tenessero segregato. E gli svuotavano i conti. A questo punto è stato chiesto l’intervento del personale del 118 e il 42enne è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano. Qui è stato sottoposto alle prime cure e, per fortuna, le sue condizioni sono migliorate. Adesso è ospite in una struttura specializzata. Gli agenti del commissariato si sono resi conto che in quella vicenda c’era qualcosa di molto strano e hanno interrogato i vicini di casa. Dai racconti è uscito il quadro di una situazione spaventosa e sono iniziati gli accertamenti coordinati dal dirigente della squadra mobile di Pavia Giovanni Marinetti. Sono stati eseguiti controlli con appostamenti e pedinamenti nei confronti dei conoscenti del 42enne, poi sono state autorizzate alcune intercettazioni telefoniche. Nel giro di qualche mese è emersa la presunta responsabilità dell’ex convivente che intanto avrebbe eseguito altri prelievi sui conti correnti. Questa, almeno, è la tesi dell’accusa. I magistrati della procura di Pavia hanno inviato il rapporto finale al Gip che ha disposto il divieto di avvicinamento. —
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