Rapina in farmacia: giovane minaccia tutti con una lama da macellaio
IVREA.
La calma, l’atteggiamento glaciale e il sangue freddo del titolare della Farmacia Dora di corso Nigra hanno permesso che una rapina a mano armata non degenerasse in tragedia.
È successo nella serata di mercoledì 6 luglio. Erano le 19.20 in punto, orario confermato anche dalle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza. Un ragazzo di colore, di età apparente tra i 20 e i 25 anni, è entrato nel locale con passo deciso. Indossava una felpa rossa e blu e, appena varcata la soglia, ha alzato il cappuccio.
«Ho compreso immediatamente che quel ragazzo non era entrato per acquistare dei medicinali – racconta il dottor Emilio Fiore, 57 anni, una vita con il camice bianco e dietro al bancone –. L’ho visto aprire un cassetto e guardare dentro. È rimasto deluso, perché vi erano solo strumenti di cancelleria, alcune agende e vecchie ricette».
Il farmacista si trovava nel retro, intento a catalogare e mettere in ordine i medicinali. Nonostante la situazione, è rimasto lucido. Si è avvicinato al bancone e a quel punto il ragazzo ha estratto un coltello. Una lama da 35 centimetri, di quelle che si usano per disossare. Un coltello da macelleria, tenuto ben saldo nella mano.
Fiore non ha fatto una piega. Ha compiuto quattro passi esatti verso la cassa, mantenendo la calma e controllando che né il personale ancora in servizio né la cliente presente nel reparto cosmesi si agitassero. Senza provocare reazioni, ha aperto il registratore e ha lasciato che il rapinatore arraffasse il denaro: oltre 500 euro.
Una volta presi i contanti, il malfattore si è rapidamente allontanato a piedi. «Ho immediatamente chiamato i carabinieri – prosegue Fiore –. I militari sono arrivati in meno di dieci minuti e dopo cinque sono ripartiti a sirene spiegate, a caccia del rapinatore».
Il farmacista sottolinea un dettaglio non trascurabile: «È stato anche fortunato. Solitamente, a quell’ora, i contanti vengono già tolti dalla cassa e custoditi altrove. Ormai gran parte dei pagamenti avviene tramite carte di credito o bancomat. Ma per me l’importante è che nessuno si sia fatto del male».
Nella sua lunga carriera, il dottor Fiore ha dovuto affrontare più volte situazioni complicate. Dai tossicodipendenti che pretendono di avere siringhe gratis spaventando i clienti, a chi, ai tempi del Covid, inscenava proteste perché costretto a sottoporsi ai tamponi. Episodi che ha sempre gestito con sangue freddo e professionalità. Ma mai, prima di mercoledì sera, una rapina a mano armata.
Bisogna aggiungere che il rapinatore è già stato identificato e che il suo arresto sarebbe imminente. Le telecamere di sorveglianza della farmacia hanno infatti ripreso l’intera scena con una nitidezza tale da ricordare i dettagli di un telefilm.
Dal momento in cui entra, al modo in cui si muove, al volto scoperto sotto il cappuccio, fino alla fuga.
Le immagini sono ora al vaglio degli inquirenti, insieme agli altri elementi raccolti dai carabinieri della sezione radiomobile di Ivrea, intervenuti per primi. Stando ai primi riscontri, si tratterebbe di un soggetto già noto alle forze dell’ordine.
Resta l’episodio in sé: un colpo rapido, studiato, portato a termine con una lama da cucina puntata contro un uomo che ha scelto di non reagire. Di non rischiare. Di proteggere se stesso, i suoi dipendenti, la clientela. Una scelta determinante.
E resta, inevitabilmente, la riflessione su una città dove, anche in pieno centro, in una serata qualsiasi, può capitare che qualcuno entri in una farmacia con un coltello da disosso, pronto a tutto per portare via pochi contanti. E in cui, meno di due ore prima un ragazzo è stato accoltellato al volto in un regolamento di conti alla stazione davanti a decine di testimoni che hanno anche filmato la scena.
«Non è mio compito trovare ricette per porre freno a questi episodi, sicuramente videosorveglianza e presenza di forze dell’ordine sono un buon deterrente» conclude il dottor Fiore.