«Addio Gaia, ora voli in cielo» In mille nel giorno del dolore
STRAMBINO
Un cielo d’agosto un po’ coperto, come quello che lei ha più volte solcato a bordo della sua vela, è sembrato voler condensare l’immensa tristezza dell’ultimo saluto a Gaia Mangolini, morta ad appena 24 anni per un incidente con il parapendio.
Erano almeno un migliaio mercoledì 6 pomeriggio ai suoi funerali, a Strambino. La chiesa non è riuscita a contenere tutti. Moltissimi i giovani, il volto contrito, non hanno staccato gli occhi dal feretro ricoperto dia un cuscino di fiori bianchi e gialli, e lo stesso hanno fatto mamma Rossana, in lacrime, papà Maurilio, i fratelli Federico e Marta, il compagno Alessio. La cerimonia è stata celebrata dal parroco don Maurizio Morella a 72 ore dal tragico pomeriggio di domenica 3 quando, arrivata quasi a terra dopo un lancio dai 2500 metri del Col Falinere, a causa di una improvvisa folata di vento, Gaia ha perso il controllo del velivolo, precipitando da una decina di metri nei pressi del laghetto di Chamois, in Valle d’Aosta. Alcuni amici presenti al momento dello schianto, appassionati di parapendio quanto lei, hanno voluto esserci mercoledì, per lei, per la famiglia, per una intera comunità ancora sconvolta. «È devastante, non esiste dolore più grande per i genitori che perdono un figlio – le parole del fratello Federico – ora Gaia sta volando come amava. È in cielo». «Vorrei che tutti noi gridassimo – ha detto il parroco – Abbà Padre, siamo tutti frastornati per questa immane tragedia, ora Gaia vola nel suo e nel tuo cielo». A fare un affettuoso rimprovero alla sorella Gaia, scomparsa nel fiore degli anni, è stata la sorella Marta: «Mi avevi promesso che non mi avresti mai abbandonata e invece ora non ho più nessuno con cui parlare. Questa volta l’hai combinata davvero grossa, ma ti prometto che racconterò sempre della sua madrina alla piccola Carlotta e che starò sempre vicina ai nostri genitori per farli sentire meno soli».
Gaia Mangolini ha lasciato un incolmabile vuoto nei suoi genitori Rossana e Maurilio. Gli amici l’hanno salutata con l’usuale “Ciao guerriera”. —