Capodanno da delirio a Pavia: botti già prima di mezzanotte e ordinanza ignorata
Pavia. Botti e fuochi d’artificio esplosi nonostante il divieto, in pieno centro come in periferia. A Pavia il Capodanno si è aperto così, con piazza della Vittoria che, a cavallo della mezzanotte del primo gennaio, si è trasformata in un susseguirsi di scoppi pirotecnici. Una scena che ha provocato proteste tra i cittadini e riacceso il dibattito sul rispetto delle regole, visto che il divieto era stato ribadito chiaramente anche nei giorni precedenti dall’amministrazione comunale.
Il divieto ignorato
A ricordarlo era stato lo stesso sindaco Michele Lissia, con un video di sensibilizzazione diffuso sui social, in cui aveva invitato i pavesi a festeggiare senza botti per evitare pericoli e spaventi agli animali, oltre che rumore per chi voleva riposarsi e la dispersione di fumi nell’aria.
Il riferimento è all’articolo 48 del regolamento di polizia locale, che vieta l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio per le conseguenze negative sulla salute pubblica, sugli animali e sull’ambiente. Un appello alla responsabilità che, almeno in parte, è rimasto inascoltato. «Niente botti a Capodanno» aveva ribadito il primo cittadino, spiegando come il tema non sia soltanto repressivo ma soprattutto culturale. Dopo quanto accaduto in centro, Lissia ieri è tornato sull’argomento chiarendo la posizione del Comune: «L’anno prossimo rafforzeremo i controlli, però la questione è culturale. La normativa esiste, ma dev’essere percepita dalle persone. Per questo serve un cambio di mentalità, lavoreremo anche su questo». Il sindaco ha poi sottolineato le difficoltà operative: «Se vogliamo garantire eventi sicuri in città per il Capodanno, bisogna concentrare le forze dell’ordine e la polizia locale sull’evento, come è stato al cortile Teresiano, dove tutto è andato liscio. Controllare ogni angolo della città risulta quindi molto complicato».
L’uso dei botti in centro ha infatti suscitato critiche anche da parte di esponenti politici. Tra questi l’ex assessore alla Sicurezza Pietro Trivi, che in una nota ha osservato come «non basterebbe un appello alla responsabilità di ciascuno senza “minacciare” interventi impossibili», mettendo in discussione l’efficacia di annunci su controlli difficili da attuare capillarmente.
il bilancio delle forze dell’ordine
Al di là della questione botti e delle polemiche, il bilancio complessivo del Capodanno pavese è stato comunque definito tranquillo dalle forze dell’ordine. Un solo intervento rilevante è stato registrato poco dopo la mezzanotte in strada Nuova, dove intorno alla mezza i carabinieri e 118 sono intervenuti per un’aggressione. Coinvolti due giovani, un 17enne e un 18enne, rimasti feriti in seguito a una lite nata per un malinteso e degenerata in una breve rissa con altri tre ragazzi, che si sono allontanati prima dell’arrivo dei soccorsi.
I due giovani sono stati soccorsi da un’ambulanza della Croce Rossa e trasportati in codice giallo al policlinico San Matteo dove i medici hanno rilevato qualche livido sui due coinvolti. I carabinieri non procederanno d’ufficio, visto che la prognosi è di pochi giorni, ma non sono da escludere querele di parte tra i coinvolti nella zuffa di Strada Nuova.
Al pronto soccorso 130 accessi
Notte di lavoro anche per il pronto soccorso del San Matteo, che ha registrato complessivamente 134 accessi tra le ultime ore del 2025 e l’inizio del nuovo anno. Un numero significativo, ma senza le criticità tipiche di altri Capodanni: nessuna ferita da petardi o botti, nessun episodio grave legato ai festeggiamenti. Anche nei pronti soccorso degli ospedali Asst di Voghera e Vigevano quella di Capodanno è stata una notte di lavoro “normale”, senza feriti per lo scoppio di petardi e botti.