Nel Milleproroghe c’è il ponte Preti, ma non si ferma lo scontro politico
STRAMBINELLO. Il decreto Milleproroghe, che contiene al suo interno il Decreto ponti, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 31 dicembre 2025 ed è quindi confermata la proroga, con termini di scadenza tra il 30 giugno 2026 e il 1° gennaio 2027 per avviare la realizzazione del nuovo ponte Preti, nodo strategico per la viabilità del Canavese.
Il 12 febbraio 2025 era stato approvato in Commissione affari costituzionali del Senato l’emendamento che aveva inserito il ponte Preti nel decreto Milleproroghe e con il quale era stato fissato al 31 dicembre 2025 il termine in cui Città metropolitana doveva presentare il progetto definitivo e affidare i lavori. A fine novembre mancava anche la graduatoria con i progetti finanziati dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Il rifacimento del ponte canavesano vale 25,5 milioni di euro dei 68 complessivi richiesti da Città metropolitana per riadattare anche i ponti di Carignano e Castiglione.
Le polemiche per i continui rinvii continuano ulteriormente dopo le ultime novità. Nei giorni scorsi, è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli: «Con il Milleproroghe il Governo ascolta la richiesta dei Comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città metropolitana dando un ulteriore anno di tempo per gli adempimenti necessari del decreto ponti. Più tempo quindi per un serio intervento a favore di Castiglione, Preti e Carignano. Tempo prezioso che non può essere sprecato». La consigliera regionale Paola Antonetto (FdI) ha commentato i nuovi termini: «Per il ponte Preti si tratta di una boccata d’ossigeno vitale: ora Città metropolitana non ha più scuse per i propri ritardi. Abbiamo assistito finora a un rimpallo di responsabilità burocratiche che ha messo a rischio il finanziamento di un’opera che il Canavese attende da decenni. Il Governo ha fatto la sua parte salvando i fondi, ora tocca a Città metropolitana dimostrare di essere all’altezza della sfida e aprire i cantieri senza ulteriori indugi».
Anche il consigliere regionale Sergio Bartoli, Lista civica Cirio Presidente, esprime la sua soddisfazione e invita anche a non perdere ulteriore tempo: «Dopo la mobilitazione dei sindaci e del territorio, gli atti presentati in Consiglio regionale, le proroghe e le occasioni mancate, abbiamo ancora una possibilità per provvedere alla gestione di infrastrutture fondamentali per il territorio. Il ponte Preti sulla Sp 565 a Strambinello, in particolare, necessita di essere sostituito e rappresenta l’unico collegamento tra Ivrea e il Canavese occidentale. Questa è senza dubbio l’ultima possibilità e auspico che sia un punto di partenza per giungere a una rapida conclusione dell’iter per la realizzazione dei ponti».
Sulla questione interviene il vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici Jacopo Suppo: «Le parole dell’onorevole Augusta Montaruli ci lasciano allibiti. Dal marzo dell’anno scorso Città metropolitana ha pronti i progetti per dare il via ai lavori. Il Governo a suo tempo ha preso tempo e ha chiesto un supplemento di documentazione, inviata nei tempi richiesti. Siamo costretti a ripetere che Città metropolitana ha definito e trasmesso al Ministero la manifestazione di interesse alla proroga dei termini di accesso ai finanziamenti assegnati con il Decreto ponti del 2018. Siamo stati nei tempi e abbiamo impegnato 700mila euro di risorse proprie per la progettazione. La manifestazione di interesse è stata successivamente integrata con due note, il 18 aprile e l’8 maggio, che hanno portato il totale delle risorse richieste a 68 milioni per i tre ponti. Le affermazioni su presunti ritardi sono fuori luogo». «Il 28 luglio, all’apertura della seconda canna del Frejus, ho consegnato personalmente al ministro Matteo Salvini il dossier e la documentazione a sostegno della richiesta di fondi per le opere. La Città metropolitana di Torino – conclude il vicesindaco metropolitano – ha fatto tutto il possibile per venire incontro alle esigenze concrete del territorio e lo ha fatto prendendo atto di promesse e parole da parte del Governo e della maggioranza che lo sostiene. Siamo ancora in attesa della certezza delle risorse. Capiamo la complessità del tema, ma riteniamo che il territorio meriti finalmente una parola certa sulla questione e non dichiarazioni polemiche contro gli amministratori locali».