“Prima della rinuncia all’incontro con Mattarella stava per finire in ospedale a Melbourne”: Binaghi torna a difendere Sinner
“Il tennis è uno sport individuale frenetico che ti sbatte ogni settimana da una parte all’altra del mondo. Questo ti porta a fare rinunce, come le Olimpiadi o la Coppa Davis. Nessuno è perfetto, ma prima della rinuncia a Mattarella io ricordo Sinner che stava per finire in ospedale a Melbourne durante il match con Rune”. Così il presidente della Federtennis Angelo Binaghi su Jannik Sinner nel corso di un’intervista al Corriere della Sera. “Non c’è solo un riposo fisico, ma anche la necessità di distrarsi, di incontrare gli amici, di stare in famiglia. Ci vorrebbero 50 ore al giorno”, ha spiegato il presidente della Fitp, parlando delle varie rinunce arrivate in questi due anni dai tennisti italiani.
Sinner e Musetti in Coppa Davis, lo stesso Sinner alle Olimpiadi 2024: il calendario tennistico impone di fissare delle priorità, visti i numerosi tornei e i numero impegni previsti. Ecco perché Binaghi parla di rinunce come diretta conseguenza della “frenesia”. Il presidente della Federazione italiana tennis e padel ha poi parlato anche delle polemiche post morte di Pietrangeli e il mancato intervento pubblico di Sinner. “Ma c’ero io, da Pietrangeli, a rappresentare il tennis italiano, e quindi anche Sinner, Berrettini e le generazioni che non hanno avuto il tempo per conoscere a fondo Nicola e coglierne appieno i valori”, ha replicato.
“Per uno slam serve un investimento”: parla Binaghi
Il movimento tennistico italiano è in assoluto il più produttivo e il migliore qualitativamente parlando in Italia. Frutto di un lavoro di anni e non solo per l’exploit di Jannik Sinner nelle ultime stagioni. “Se uno allarga la visuale, vede Musetti, Paolini, la Coppa Davis, un sistema. Allargando ancora di più, si vede che da 15 anni siamo l’unica federazione al mondo con una televisione tematica. E poi, stavamo perdendo gli Internazionali d’Italia, mentre adesso Atp, Wta e Itf ci cercano perché siamo diventati i migliori organizzatori di tornei. Ci hanno dato Finals e Davis. Le basi le abbiamo poste quando Sinner non era nato”, ha ricordato Binaghi. Oggi infatti l’Italia è numero 1 nel ranking Itf ed è un modello seguito in tutto il mondo. Non si vincono infatti tre Coppe Davis consecutive per caso. “Vale tutto. Questa congiuntura favorevole è frutto di una crescita costante, sana, pluriventennale. E in questo percorso si è inserito un fenomeno. La ricerca di performance assoluta di Sinner si sviluppa in modo indipendente da quella della Federazione, ma con la stessa voglia di vincere e di lavorare”, ha detto.
E adesso il tennis italiano sogna in grande. Perché il movimento è in ascesa e da un punto di vista strutturale l’Italia sta cercando sempre di più di rimanere al passo con il resto del mondo: lo dimostrano le Atp Finals e la Coppa Davis, entrambe in Italia tra Bologna e Torino negli ultimi anni. Il sogno però rimane ospitare uno slam: “Uno Slam in Italia sarà possibile quando il governo investirà nelle potenzialità del tennis. Il ministro dell’Economia Giorgetti mi ha raccontato che ai meeting finanziari mondiali, prima ancora di salutarlo gli fanno i complimenti per Sinner e il tennis”, ha detto Binaghi. Ma serve un investimento. “Se oltre che spendere 5 miliardi per le Olimpiadi, una grandissima e bellissima manifestazione che dura solo qualche settimana, provassimo a spenderne un decimo per un bene che produrrebbe ricchezza per i prossimi 100 anni, allora riusciremo anche a portare uno Slam in Italia”.
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