Maduro a capo di un cartello della droga? Gli Usa fanno marcia indietro: la nuova accusa parla di “sistema di corruzione”
Clamorosa marcia indietro del Dipartimento di Giustizia Usa su una delle accuse rivolte all’ormai ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro: quella di essere a capo di un cartello di narcotrafficanti chiamato “Cartel de los Soles”. Secondo il New York Times, i procuratori americani continuano a contestare a Maduro – catturato il 3 gennaio con un blitz militare a Caracas – di aver partecipato a una cospirazione legata al narcotraffico, ma hanno abbandonato la definizione di “cartello“, parlando invece, negli ultimi atti, di un “sistema di patronato” e di una “cultura della corruzione” alimentata dai proventi della droga. Il super-testimone su cui si basava l’accusa, d’altra parte, era tutt’altro che attendibile: si tratta di Hugo “El Pollo” Carvajal, ex capo dell’intelligence militare venezuelana detenuto negli Usa per narcotraffico, che in una lettera inviata a Donald Trump ha affermato di aver assistito alla trasformazione del governo chavista in “un’organizzazione criminale” guidata da Maduro e altri alti funzionari, con l’obiettivo di “usare la droga come arma contro gli Stati Uniti”. “El Pollo” ha però diffuso più volte in passato rivelazioni-bufala smentite in sede giudiziaria, come l’accusa al Movimento 5 stelle di aver ricevuto attraverso Gianroberto Casaleggio finanziamenti dal Venezuela per 3,5 milioni di euro.
La definizione di “cartello” risale a un atto d’accusa emesso da un gran giurì nel 2020 contro Maduro, redatto dal Dipartimento di Giustizia. Nel luglio 2025, riprendendone il linguaggio, il Dipartimento del Tesoro ha designato il “Cartel de los Soles” come organizzazione terroristica. A novembre, Marco Rubio, segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ha ordinato al Dipartimento di Stato di fare lo stesso. Ma esperti di criminalità e narcotraffico in America Latina – ricostruisce il Nyt – avevano denunciato che si tratta in realtà di un termine gergale, inventato dai media venezuelani negli anni Novanta, per indicare funzionari corrotti dal denaro della droga.
Così sabato, dopo che l’amministrazione ha catturato Maduro, il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblico un atto d’accusa riscritto che sembra riconoscere tacitamente questo punto. Infatti, mentre la vecchia incriminazione fa riferimento 32 volte al “Cartel de los Soles” descrivendo Maduro come il suo leader, quello nuovo menziona solo due volte la presunta organizzazione, e afferma che il presidente deposto, come il suo predecessore Hugo Chávez, ha partecipato a questo sistema di patronato, lo ha perpetuato e protetto. I profitti del traffico di droga, si legge ancora, “affluiscono a funzionari civili, militari e dei servizi di intelligence corrotti ai livelli inferiori, che operano all’interno di un sistema di patronato gestito da coloro che stanno al vertice, indicato come Cartel de los Soles o Cartello dei Soli, un riferimento all’insegna del sole applicata sulle uniformi degli alti ufficiali militari venezuelani”, afferma il nuovo atto.
Questo passo indietro, sottolinea il Nyt, mette ulteriormente in discussione la legittimità della designazione del Cartel de los Soles come organizzazione terroristica straniera da parte dell’amministrazione Trump lo scorso anno.
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