Gli Usa vogliono comprare la Groenlandia, quanto gli costerebbe effettivamente
Prendersi la Groenlandia è una specie di pallino per l’attuale amministrazione americana. Trump e i suoi stretti collaboratori non perdono occasione per ribadire che gli Usa ne hanno bisogno.
L’isola più grande della terra però appartiene al Regno di Danimarca, paese occidentale, paese NATO, in teoria alleato degli Stati Uniti. Dalla Casa Bianca si alternano dichiarazioni aggressive ad altre più accomodanti. In pratica, sembra addirittura sul tavolo la possibilità di usare la forza anche se, in perfetto stile Trump, l’opzione “commerciale” potrebbe apparire quella più facilmente percorribile. Se davvero gli Usa volessero comprare la Groenlandia, posto che la Danimarca nega che sia “in vendita”, quanto potrebbero spendere?
Perché gli Usa vogliono la Groenlandia? Motivi militari ma soprattutto economici
La domanda fino a qualche tempo fa poteva essere accatastata tra i tanti quesiti ipotetici se non proprio ironici degli appassionati di politica e storia. Oggi non è più così. L’amministrazione Usa da mesi ormai – a intercalli regolari – parla di annessione della Groenlandia. Perché proprio la Groenlandia? Le motivazioni sono diverse. Sicuramente un vantaggio sulle rotte commerciali (Trump ha detto che in questo momento l’isola è circumnavigata senza ritegno da navi russe e cinesi), sicuramente un vantaggio dal punto di vista militare (anche se gli Usa hanno già una base e, in teoria, hanno un accordo per costruirne altre), di certo, l’enorme ricchezza che si nasconde nel sottosuolo della regione autonoma danese.
Si parla delle cosiddette “materie prime critiche”, in breve, dei metalli fondamentali per la fabbricazione di microchip e altri componenti tecnologici. Sotto i ghiacci perenni della Groenlandia ci sono 43 dei 50 metalli che il Dipartimento di Stato Usa giudica fondamentali per lo sviluppo del settore tecnologico statunitense. Una ricchezza inestimabile forse che al momento non è sfruttata appieno: sono solo due le miniere funzionanti al momento. Quello delle miniere, d’altra parte, è un argomento che sposta voti in Groenlandia: sul blocco delle esplorazioni alla ricerca di giacimenti, di petrolio e gas in primis (stop attivo dal 2021), in un’ottica ambientalista, si gioca l’elezione di un governo o un altro.
Se gli Usa volessero comprare la Groenlandia quanto potrebbero spendere
La Danimarca ha risposto alle richeste, alle pretese della Casa Bianca da un lato negando che la Groenlandia sia in vendita, dall’altro, paventando la possibilità di fare nuove e ampie concessioni a Washington pur di non perdere la sovranità sull’isola. D’altronde, è il suo maggiore asset: di fatto è già largamente autonoma se non per le questioni che riguardano politica estera e difesa. Considerando che la Danimarca è un membro della NATO, gli Stati Uniti hanno già un largo margine di manovra sulle questioni groenlandesi. C’è un problema però: appunto, la volontà dei groenlandesi.
Anche se Copenaghen volesse venderla starebbe a loro la scelta definitiva. E per adesso, almeno guardando i sondaggi sul tema, la stragrande maggioranza dei 57mila abitanti circa dell’isola è contraria all’annessione dell’isola (anche gli americani, a parte i Repubblicani sono contrari all’ipotesi). Posto questo, quanto vale la Groenlandia? Visto che gli Usa hanno già tentato due volte di acquistarla (nel 1868 offrirono 5 milioni e mezzo di dollari per il “pacchetto” con l’Islanda, nel 1946 Truman offrì 100 milioni di dollari in oro) la domanda è molto più realistica di quanto sembri.
Le stime sono varie: tra 20 e 50 miliardi di dollari sarebbe una quantificazione plausibile secondo alcuni esperti. Tuttavia, considerando lo sfruttamento delle risorse, la cifra sale ad almeno 190 miliardi. Poi ci sono le quantificazioni un po’ meno plausibili sul piano reale che vorrebbero il prezzo della Groenlandia salire fino ai 2.800 miliardi di dollari.
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