Firma del Mercosur, decisivo il voto dell’Italia, in cosa consiste l’accordo
Pochi giorni fa Il Consiglio Ue ha approvato il Mercosur. Si tratta di un accordo commerciale con l’area di libero scambio sudamericana. Alcuni paesi europei temono che possa danneggiare il proprio settore agricolo.
Infine, sembra che il Mercosur possa entrare in vigore, anche se inizialmente solo in via provvisoria. Venerdì 9 gennaio ha incassato l’approvazione del Consiglio Ue. Lunedì 12 gennaio verrà firmato dalla Presidente della Commissione Europea Von der Leyen. Per renderlo pienamente operativo serve però un voto del Parlamento europeo. In aula dovrebbe riuscire incassare la maggioranza, tuttavia, il condizionale è d’obbligo considerando che diversi paesi , tra cui la Francia, continuano a osteggiarlo.
Il Mercosur passa con il voto decisivo dell’Italia
In particolare, sono Francia, Polonia, Austria e Ungheria i contrari (mentre il Belgio si è astenuto all’ultima votazione). L’accordo è passato grazie al voto favorevole di 15 paesi: bastava il via libera dei rappresentanti del 65% della popolazione europea per fare proseguire l’iter. Decisivo il voto dell’Italia in passato schierata tra i contrari.
A convincere il Governo dovrebbe essere stata una concessione importante da parte di Bruxelles. Presto dovrebbe cambiare il meccanismo di erogazione dei contributi Ue al settore agricolo, i cosiddetti PAC. Si parla di quasi 300 miliardi di euro che al momento vengono divisi in diverse tranche lungo un arco di 7 anni. Questo meccanismo dovrebbe essere eliminato permettendo ai paesi di ricevere “tutta e subito” la propria quota.
Nuove salvaguardie ma restano i dubbi degli agricoltori
L’accordo è oggetto di trattativa da una ventina d’anni. In sostanza, è incentrato sulla rimozione dei “dazi” che pesano sui prodotti provenienti dal Sudamerica. Ultimamente sono state inserite diverse clausole per salvaguardare il settore agricolo europeo, quello che verrebbe maggiormente toccato dall’accordo. Una delle principali prevede l’intervento della Commissione Ue a bloccare alcuni tipi di importazioni (quelle dei prodotti di macelleria, per esempio) se verrà notato un comportamento “sleale” da parte dei paesi sudamericani che aderiscono all’accordo (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Bolivia).
Gli agricoltori europei, infatti, ritengono che soprattutto nel settore della “carne” non ci sia partita con i sudamericani considerando che questi ultimi non sono sottoposti a tutti gli standard di sicurezza che vigono nel Vecchio Continente. Dunque, possono produrre a costi più bassi e di conseguenza proporre prezzi più bassi ai consumatori.
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