Perché da medico sono intollerante alle passerelle dei politici negli ospedali
di Angelo Bianco
Sarà colpa della mia senilità precoce, che mi ha reso intollerante alla vacuità, ma io proprio non sopporto, ed uso un eufemismo educato, la passerella in ospedale dei politici – destra o sinistra non fa differenza perché per un selfie si ritrova unità parlamentare – che vanno a manifestare la personale gratitudine ai medici che hanno in cura i feriti di una strage che ha scosso l’opinione pubblica, quale è quella, ad esempio, di Crans-Montana.
L’ultima in via di apparizione è stata l’onorevole Ronzulli, anche lei, come tanti altri suoi colleghi, pronta, mascherina e cappellino d’ordinanza scenica, ad unirsi al coro “grazie alla nostra sanità!” Se fossi stato io costretto a riceverne uno, chicchessia, gli avrei chiesto:
“Scusi ma cosa significa la sua presenza solo oggi?” e, sempre più senilmente intollerante, difronte a tanta ipocrisia mediatica, “lei dove era, ieri, quando noi eravamo, sempre qui, a curare le vittime della strage del Ssn, di cui siete tutti responsabili?”.
Avrei aggiunto polemicamente “questo è un ospedale pubblico, dove avete disinvestito a favore dei privati mentre questi, adesso, quali impegni hanno assunto per questi poveri ragazzi?” fino alla chiosa finale, che ce l’ho proprio qui, in punta di lingua, che non userò mai per leccare il culo al potente di turno: “Non so cosa farmene della sua gratitudine, oggi, ieri e domani, io sono un medico, io sono una persona seria, i pazienti sono tutti uguali anche se non sono illuminati dai riflettori perché noi siamo in guerra tutti gli altri 364 giorni.”
La gratitudine è un sentimento nobile che non si usa per essere solidali ad una classe di lavoratori, da dirci tutti eroi solo quando il ritorno d’attenzione social è garantito tra un selfie e un post curato dal servizio d’immagine. Il nostro lavoro non cambia in tutti gli altri giorni dell’anno ma noi non sentiamo la vostra vicinanza, anzi. Avete nominato commissioni d’inchiesta sul Covid e siete, così, tutti a dirci di essere “complottisti” o, comunque, avete prestate il fianco elettorale a chi della protesta no-vax ne ha fatto, addirittura, un movimento d’opinione.
Non avete promosso legge che ci assicuri dalle valanghe di denunce legali, così da farci dire, da tutti, che siamo “assassini”, una casta da esporre alla gogna, tanto che la vocazione medica, grazie a voi, è in una crisi senza fondo.
Smettetela di violare la sacralità di un ospedale e di usare i riflettori di una tragedia per le vostre passerelle narcise e se ne avete, davvero, bisogno impulsivo, allora specchiatevi nella vostra coscienza e chiedete a lei se siete davvero degni di usare gratitudine nei nostri confronti e noi, magari, di dirvene grazie; ma, state sereni, almeno per quest’ultima sono io a darvene risposta, perché sarò anche vecchio ma non ho perso ancora la memoria: no, grazie.
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