“A volte mi chiedo: se morissi chi verrebbe a recuperare il mio corpo?”: arriva l’app salvavita “Sei morto?” per chi abita da solo. Ecco come funziona
Crescono i nuclei familiari composti da una sola persona, e cresce anche la paura che questi soggetti possano avere incidenti o addirittura morire senza che nessuno se ne accorga. Per questo motivo in Cina è nata un’app, “Are You Dead?” (“Sei morto?”), che tenta di allontanare un simile, tragico scenario. In che modo? Se l’utente non effettua l’accesso all’applicazione per più di due giorni scatta l’allarme per la persona indicata come contatto d’emergenza.
Gli istituti di ricerca immobiliare, come riporta Global Times, prevedono che entro il 2030 la Cina potrebbe avere fino a 200 milioni di famiglie mononucleari. E non stiamo parlando solo di anziani, ma anche di giovani adulti che si trovano a vivere da soli e che negli ultimi giorni starebbero scaricando in massa l’app in questione, nota in cinese come “Sileme”. L’applicazione è diventata virale e ha sollevato il dibattito online, al punto che i tre co-fondatori di questa piccola startup indipendente hanno affermato: “Siamo onorati e profondamente grati di ricevere così ampia attenzione”.
“Sileme” è uno strumento pensato per la sicurezza di chi vive da solo. L’utente che scarica l’app è chiamato a effettuare ogni giorno l’accesso, una sorta di risposta all’appello. Basta un clic, che corrisponde a un: “Tutto bene, sono qui”. Se per più di due giorni consecutivi non si fa il check-in, l’app avvisa in automatico con una mail la persona (o le persone) che l’utente ha indicato come contatto di emergenza.
Da quando l’applicazione è diventata popolare sui social, gli utenti hanno suggerito miglioramenti per il suo funzionamento. Tra questi il passaggio alle notifiche SMS per i contatti di emergenza e un nuovo nome per l’app. “Are You Dead?” suonerebbe sgradevole e non proprio di buon auspicio, meglio optare per “Huozheme” (“Sei vivo?”). Consigli che il team ha promesso di voler prendere in considerazione. Intanto online arrivano i feedback di chi guarda con favore a questo strumento: “Le persone che vivono da sole in qualsiasi fase della loro vita hanno bisogno di qualcosa del genere, così come gli introversi, i depressi, i disoccupati e altre persone in situazioni vulnerabili” scrive qualcuno sui social media cinesi. “C’è il timore che le persone che vivono da sole possano morire inosservate, senza nessuno a cui chiedere aiuto. A volte mi chiedo: se morissi da solo, chi verrebbe a recuperare il mio corpo?”, si è domandato un altro, dimostrando come “Sileme” abbia colto nel segno la paura di molti: lasciare questo mondo in completa solitudine.
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