“Prossime 48 ore decisive per i due feriti più gravi di Crans-Montana”, l’assessore Bertolaso: “Facciamo tutto il possibile”
“Stiamo facendo tutto il possibile”. A informare sulle condizioni dei ragazzi ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, dopo lo spaventoso rogo di Crans-Montana, è l’assessore della Lombardia al Welfare Guido Bertolaso. Attualmente sono ricoverati nella struttura milanese dotata di un Centro grandi ustionati dodici ragazzi. Tra questi, sette sono in rianimazione, di cui quattro molto gravi. Nell’incendio sono morti sei ragazzi italiani, e per non tutti i feriti è stato possibile il trasferimento. L’ultimo arrivo dalla Svizzera è avvenuto domenica, mentre a Zurigo è ancora ricoverata una ragazza di Biella in attesa di capire se sia possibile il suo arrivo in Italia. I connazionali feriti sono attualmente, in totale, 14.
“Due ci preoccupano particolarmente – ha dichiarato Bertolaso – e sono sicuramente molto gravi. Credo che le prossime 48 ore saranno decisive per capire come questi due ragazzi usciranno da questa situazione”. Per i ricoverati in terapia intensiva le condizioni sono “ancora estremamente critiche con la problematica che è di natura respiratoria”. Bertolaso ricorda come i ragazzi abbiano ” inalato sostanze estremamente tossiche” e come “piano piano stanno venendo fuori tutti gli aspetti negativi. Qualcuno magari aveva già dei problemi respiratori e quindi la situazione è ancora più complicata“. Per quanto riguarda il sedicenne arrivato al Niguarda domenica, l’assessore afferma che il ragazzo “è stazionario. Hanno fatto anche un esame broncoscopico per capire se anche lui a livello polmonare ha dei danni e al momento la situazione sembra abbastanza tranquilla“.
“Ci sono due o tre pazienti le cui condizioni sono notevolmente migliorate. Tra questi, un ragazzo si muove e si sposta: è fuori pericolo, ma necessita ancora di medicazioni continue” aveva detto ieri Bertolaso in una conferenza dall’ospedale, aggiungendo come “due altri giovani potrebbero essere trasferiti in altri ospedali nei prossimi giorni”. Ma le ferite e le cicatrici difficilmente andranno via. “La cicatrice resta. Inevitabilmente. Per quanto si possa fare, per quanto si possa guarire, l’esito non può essere azzerato” aveva detto in un’intervista al Fattoquotidiano.it il chirurgo plastico Benedetto Longo, che ha insistito sul come non si possano dell’operazione “cancellare totalmente gli esiti, non è possibile. Si parla di ridurli, di gestirli, di trasformarli in qualcosa che permetta una vita dignitosa”.
Nella sua informativa al Senato prevista oggi, un commosso Antonio Tajani ha a lungo parlato della tragedia di Capodanno, rivolgendo “un pensiero di speranza ai quattordici giovani connazionali feriti di Crans-Montana. Garantiremo loro tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo e non spegneremo i riflettori”.
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