Caregiver familiare, via libera al contributo di 400 euro al mese per chi assiste un parente non autosufficiente
Via libera del Consiglio dei Ministri a una riforma attesa da anni da oltre 7milioni di Italiani: il disegno di legge sul caregiver familiare. Viene introdotto un contributo economico fino a 400 euro al mese e un sistema organico di diritti e tutele per chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente. “E’ un primo passo”, come ha detto la stessa ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Non risolve tutti i problemi, e le risorse restano limitate rispetto alla vastità della platea, ma segna un cambio di passo. Ora il testo dovrà affrontare l’iter parlamentare
Caregiver familiare: cosa prevede la nuova legge
Il disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri mette innanzitutto nero su bianco una definizione giuridica del caregiver familiare, figura finora rimasta ai margini del sistema di welfare italiano nonostante il ruolo cruciale svolto nell’assistenza a persone con disabilità o non autosufficienti. Il provvedimento riconosce e tutela chi, in modo volontario e gratuito, si prende cura di un coniuge, di un figlio, di un parente o affine entro i gradi previsti dalla legge, svolgendo attività di assistenza quotidiana spesso assimilabili a un vero e proprio lavoro a tempo pieno. La riforma introduce un sistema di tutele differenziate, calibrate in base all’intensità dell’assistenza prestata e alla convivenza con la persona assistita. Al livello più alto si colloca il caregiver familiare convivente e “prevalente”, quello che dedica almeno 91 ore settimanali (significa oltre 13 ore al giorno) alla cura del familiare non autosufficiente.
Bonus caregiver fino a 400 euro al mese: come funziona
Per i caregiver più impegnati, quelli che si occupano almeno 91 ore settimanali a un familiare, è previsto un contributo economico esentasse che può arrivare fino a 400 euro al mese. L’erogazione avverrà con cadenza trimestrale, per un totale massimo di 1.200 euro ogni tre mesi, o in alcuni casi semestrale. Si tratta di un sostegno economico che, pur giudicato “basso” dalla stessa ministra Locatelli, rappresenta una novità assoluta nel panorama normativo italiano. Il bonus non sarà automatico né universale. L’importo effettivo dipenderà dal numero delle domande accolte e dalle risorse disponibili, con un meccanismo di assegnazione fino a esaurimento fondi. Le risorse stanziate ammontano a circa 257 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028, mentre per il 2026 sono previsti 1,15 milioni di euro destinati alla realizzazione della piattaforma Inps che gestirà le domande.
Chi ha diritto al bonus caregiver: requisiti economici e di assistenza
Il contributo fino a 400 euro spetta esclusivamente ai caregiver familiari conviventi che prestano assistenza per almeno 91 ore settimanali. Inoltre, il beneficiario deve avere un reddito annuo inferiore a 3mila euro e un Isee non superiore a 15mila euro. Il testo chiarisce anche cosa si intende per attività di cura non professionale: dall’assistenza nell’igiene personale e nell’alimentazione alla mobilità, fino alle attività strumentali come la gestione dei farmaci, del denaro, della casa e degli spostamenti.
Le altre tipologie di caregiver e le tutele previste dal disegno di legge
Accanto al caregiver convivente “prevalente”, la legge individua altri profili con tutele graduali. Sono riconosciuti i caregiver che svolgono tra le 30 e le 90 ore settimanali di assistenza e quelli impegnati tra le 10 e le 29 ore. E infine ci sono i caregiver non conviventi, purché garantiscano almeno 30 ore di cura a settimana. Per tutti, seppur con differenze, il ddl introduce una serie di diritti, non economici. Si parla di flessibilità degli orari di lavoro, accesso allo smart working, possibilità di ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi, supporto psicologico e tutele antidiscriminatorie per chi subisce svantaggi sul lavoro a causa dell’attività di cura. C’è un capitolo poi dedicato ai giovani caregiver. Per gli studenti è previsto il riconoscimento dell’attività di cura come credito formativo nei percorsi di scuola-lavoro, mentre per gli universitari è introdotto l’esonero dal pagamento delle tasse di iscrizione. Chi svolge servizio civile potrà inoltre chiedere la compatibilità dell’orario con l’attività di cura. Non solo. Il lavoro di assistenza potrà essere valorizzato anche in chiave occupazionale, attraverso il riconoscimento e la certificazione delle competenze acquisite, spendibili per l’accesso a qualifiche come quella di operatore sociosanitario
Come fare domanda per il bonus caregiver
La domanda per il riconoscimento del ruolo di caregiver e per l’accesso al contributo economico dovrà essere presentata all’Inps. La piattaforma dedicata è in fase di realizzazione e le iscrizioni dovrebbero aprire a partire da settembre 2026. Solo dopo il riconoscimento formale del ruolo sarà possibile accedere sia al bonus economico sia alle altre misure previste dal disegno di legge. L’erogazione dei contributi avverrà a partire dal 2027.